– ”In tempi di ristrettezza delle risorse -ha rilevato Giannini- la fame di sapere non muta: ma può essere soddisfatta con minori costi. Spero che le università, i centri di ricerca, le infrastrutture di studio e le istituzioni culturali si sentano chiamate ad aprirsi e a farsi carico di questo compito dal quale dipende il futuro dei nostri figli, la loro capacità di capire il mondo e la loro ambizione di cambiarlo”.
Il ministro ha sottolineato come per portare avanti il nuovo ‘patto educativo’, sia necessaria anche ”la collaborazione ormai lunga e fruttuosa tra il ministero e i Lincei, una spinta forte e decisa verso l’innovazione didattica, che ci aiuti ad attuare il piano la Buona Scuola e a spingere più avanti e più in alto le ambizioni ad esso sottese. Siamo convinti che oggi, non domani, sia necessario un nuovo patto educativo basato sulla revisione organica e per certi aspetti radicale del funzionamento del nostro sistema di istruzione e ispirato ad una visione complessiva degli obiettivi e delle risposte che la scuola -ha concluso Giannini- deve dare alla società”.