Home Cultura e Eventi Cultura Alda Merini: ‘L’intervista che non le ho fatto’

Alda Merini: ‘L’intervista che non le ho fatto’

0
Alda Merini: ‘L’intervista che non le ho fatto’

AREZZO – Ho appreso con tristezza della scomparsa di Alda Merini, baluardo della cultura italiana e rappresentante di quella schiera di donne che hanno fatto del loro immenso talento l'arma di riscatto da utilizzare in una società che da sempre le ha emarginate. I suoi versi tormentati, espressivi, intensi, anche se fuori dalle righe, non erano mai scontati e rendevano appieno le varie fasi della sua vita, vissuta interamente fra poche luci e molte ombre. Le luci della poesia rischiaravano le ombre della malattia e della stessa parlavano.

Per questo amavo il suo lavoro, per il coraggio e la purezza che lo rendeva unico. Da sempre cultore delle avanguardie, Alda Merini rappresentava nella poesia quella pura espressione dei sentimenti che ammiro e studio nei grandi artisti del 900" italiano. Alla Merini fra agosto e settembre avevo inviato molte mail per invitarla ad Arezzo a presentare le sue poesie, sapevo che non stava bene e che da Milano non si muoveva più ma la volevo in città assieme ad altri autori per una serie di intensi incontri letterari. Non potendo muoversi, assieme ai responsabili della sua casa editrice, avevamo pensato di registrare una breve intervista nella sua casa milanese da poter utilizzare in esclusiva per presentarla al pubblico aretino. Un modo per poter godere della sua presenza artistica, non potendo godere della presenza fisica.

Non le avrei fatto delle domande, anche se ne avevo preparate molte, sarebbe stato troppo scontato e forse ipocrita da parte mia, un pò come voler racchiudere la sua anima in una gabbia, ma l'avrei lasciata libera di parlare, di se e della sua vita, del suo lavoro e della sua città, Milano, che amava così tanto e da cui traeva ispirazione. Avrei lasciato libera di volare la sua anima come liberi erano i suoi versi, liberi ed inconfondibili. La natura purtroppo non ha permesso il nostro incontro e l'intervista, ma la sua voce arriverà lo stesso nella nostra città attraverso il suo lavoro. Questo breve ricordo vuol essere il mio personale omaggio per una donna che ho amato tanto e che mi ha dato tanto, per una grande artista che ha meritato l'immortalità cui è assunta attraverso il suo lavoro. Arrivederci Alda.

Articlolo scritto da: Danilo Sensi