– “In questa vicenda cade miseramente tutta la retorica della sinistra a favore degli investimenti sulla cultura – scrive ancora Alemanno – Dove è finita l’indignazione della sinistra di fronte alle sciagurate frasi di Tremonti secondo cui ‘con la cultura non si mangia’? È chiaro a tutti che l’obiettivo dell’amministrazione Marino e di Fuortes è quello di trasformare il Teatro dell’Opera in un’istituzione di serie b, come sono tutte quelle in cui l’orchestra è esternalizzata, per risparmiare 3 mln di euro, oppure quello di accorpare il Teatro con Santa Cecilia, dove giustamente nessuno si sogna di allontanare Pappano o di esternalizzare l’orchestra”.
“È necessaria – conclude Alemanno – una grande mobilitazione di tutti coloro che, al di là delle appartenenze politiche, credono nella cultura. A cominciare dall’Assemblea Capitolina bisogna sbarrare la strada al progetto di smantellare il teatro dell’Opera per tornare a investire sulla cultura con un progetto sostenibile ma che punti sulla qualità e sulle eccellenze”.