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Ebola: compagnie italiane, resta obbligo liste passeggeri per 21 giorni

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Roma, 3 ott. (AdnKronos) – Nessuna novità in vista, almeno per il momento, nelle procedure previste dalle autorità aeronautiche italiane, sulla base delle indicazioni fornite dal ministero della Salute, applicate dalle compagnie aeree per fronteggiare il rischio del contagio del virus Ebola. Il mese scorso, l’Enac, l’ente nazionale dell’aviazione civile, ha emanato un’informativa alle compagnie aeree sulle procedure di tracciabilità dei passeggeri provenienti dai Paesi a rischio.
In linea con le direttive di organismi internazionali quali l’Organizzazione mondiale della Sanità e l’Icao, l’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile, in accordo con le istruzioni del ministero della Salute, e’ obbligatorio per tutte le compagnie che effettuano voli diretti o anche con scali intermedi da quelle aeree geografiche, dove si sono verificati sia casi epidemici ma anche casi sporadici, mantenere le liste dei passeggeri per almeno 21 giorni, cioè il periodo massimo di incubazione della malattia.
Questa lista deve essere messa immediatamente a disposizione delle autorità sanitarie nel caso sia necessario attivare le procedure di tracciabilità di casi sospetti, riportati dal comandante di un volo in arrivo, nei giorni seguenti alla data del volo. Inoltre, per facilitare le operazioni negli aeroporti, e’ richiesta anche una mappatura dettagliata dei posti occupati a bordo.
Rimangono ferme tutte le raccomandazioni diffuse dal ministero della Salute ai viaggiatori diretti o provenienti da Paesi affetti: Guinea, Liberia, Sierra Leone, Nigeria. All’arrivo in questi Paesi, i viaggiatori dovranno rispettare e raccomandazioni delle autorità locali e mantenere un alto livello di igiene personale; evitare ogni contatto con sangue e fluidi corporei di persone o animali infetti; evitare di maneggiare oggetti che possono essere stati a contatto con sangue e fluidi corporei di persone o animali infetti; evitare il contatto con animali selvatici. Per qualsiasi necessità, va contattato il personale dell’ambasciata.
Inoltre, al rientro in Italia, se nei 21 giorni che seguono il ritorno si dovessero presentare sintomi quali: febbre, mal di testa, indolenzimento, gola infiammata, diarrea, vomito, dolori di stomaco, eruzioni cutanee o occhi arrossati a scopo precauzionale, va contatto il medico di fiducia riferendo del recente viaggio in Africa occidentale.