Roma, 3 ott. (Adnkronos) – “A un anno dal tragico naufragio di Lampedusa costata la vita a oltre trecento migranti, prendiamo amaramente atto che nulla è cambiato e che il mar Mediterraneo continua ad essere luogo di morte e fonte di facili guadagni per mercanti e criminali senza scrupoli”. Lo dichiara in una nota il segretario confederale della Cisl, Liliana Ocmin. “Alla commozione, non sono seguiti impegni concreti e strutturali, ma anzi – continua Ocmin- sono diventati ancora più evidenti le vulnerabilità e gli egoismi di una comunità internazionale che non si assume le proprie responsabilità mentre l’Italia, in totale solitudine, ha investito risorse per far fronte, con l’operazione Mare Nostrum, a un emergenza che ormai è davvero insostenibile”.
“L’Europa deve prendersi carico di questa situazione e gestirla sotto tutti i punti di vista – afferma Ocmin -, dal controllo delle frontiere alla punibilità dei trafficanti, dal recupero delle persone alla creazione di corridoi umanitari”. Con la pianificazione di “interventi che travalichino i confini internazionali che, ad oggi, grazie all’obsoleto regolamento di Dublino continuano ad essere lo strumento con cui difendere posizioni ideologiche e ignorare – prosegue il segretario – il problema affidandolo, in formula roulette, ai singoli stati nazionali”.
“Come Cisl- conclude Ocmin- chiediamo che si faccia chiarezza sui compiti e le funzioni dell’annunciato ed imminente avvio dell’intervento di Frontex Plus e sollecitiamo risposte incisive e coordinate in tema di politiche di immigrazione ed asilo”.