Dharmsala, 3 ott. (AdnKronos/Washington Post) – “Sto seguendo con grande attenzione la situazione, ma è molto, molto complessa ed è difficile dire perché. Mi auguro che il problema si risolva in modo pacifico con reciproco vantaggio. Questa è l’unica cosa che posso fare, sperare e pregare”. E’ con estrema cautela che il Dalai Lama risponde ad una domanda riguardo al movimento per le riforme democratiche che da giorni sta paralizzando Hong Kong, in un’intervista i cui conferma che sono in corso colloqui informali per un suo possibile ritorno, per la prima volta dal 1959, in Tibet per un pellegrinaggio religioso.
Il leader spirituale tibetano esprime un cauto apprezzamento di un atteggiamento più pragmatico del presidente cinese Xi Jinping. “Bisogna dire che sta affrontando questi problemi in modo più pragmatico” dei leader del passato, ha detto parlando di Xi che in passato ha espresso ammirazione per il buddismo. “E’ una novità che un leader del partito comunista dica qualcosa sulla spiritualità – ha aggiunto – vedremo, io ho una visione ottimista, ma è ancora troppo presto per dirlo”.
Toni che colpiscono perché l’intervista è stata rilasciata poche ore dopo che, sempre dalla città indiana sede del governo tibetano in esilio, è stato dato l’annuncio dell’annullamento del Summit dei Nobel per la Pace previsto dal 13 ottobre a Città del Capo perché il governo sudafricano, per la terza volta in 5 anni, ha rifiutato il visto d’ingresso al Dalai Lama, con la chiara intenzione di non scontentare Pechino.
In generale, però, da qualche mese circolano voci di un possibile miglioramento delle relazioni tra la Cina e il Dalai Lama, soprattutto dopo le dichiarazioni di un sottosegretario cinese che ha fatto riferimento a questi colloqui informali per valutare il possibile ritorno del leader spirituale in Tibet. Esperti della questione tibetana hanno comunque espresso pessimismo, ricordando che da tempo la politica della Cina è quella di aspettare la morte del Dalai Lama, che ha 79 anni, per risolvere la questione tibetana.
Nelle scorse settimane un sito cinese aveva pubblicato un articolo in cui si scriveva che il Dalai Lama potrebbe tornare in Tibet per visitare un santuario tibetano e per incontrare dei leader di partito. Il leader spirituale ha confermato il suo desiderio di visitare la montagna sacra di Wu Tai Shan e che sono in corso colloqui con ufficiali militari a riposo ed imprenditori cinesi ai quali “non formalmente ma informalmente ho espresso il mio desiderio”. “Non è ancora finalizzato niente, appena sarà presa una decisione, la farò sapere”, ha concluso.