– E le innovazioni del futuro, oltre che nel settore sanitario, stanno aprendo nuove frontiere anche per l’alimentazione. Come le tecnologie realizzate dall’ingegnere meccanico statunitense Anjan Contractor, fondatore della Systems Materials Research Corporation (Smrc). Contractor ha ricevuto un finanziamento da 125 mila dollari dalla Nasa per stampare cibo in 3D.
L’Agenzia spaziale statunitense vuole utilizzare il suo progetto per dare da mangiare agli astronauti impegnati in lungi viaggi interplenetari e Anjan ha inventato una vera e propria pizza in 3d perchè, ha detto, “anche nello spazio si deve mangiar bene”. “Siamo sette miliardi di persone nel mondo e nel 2100 saremo dieci miliardi. Dobbiamo pensare anche alle scorte di cibo che serviranno sulla terra e queste tecnologie possono essere una risposta”, ha aggiunto il tecnologo.
Rimanendo sempre nel settore spaziale, a presentare gli staordinari esperimenti che andrà a compiere sulla Stazione spaziale internazionale è stata Samantha Cristoforetti la prima astronauta italiana dell’Esa che vivrà nello spazio come ingegnere di volo da questo novembre e sino a maggio 2015. (segue)