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Nella brocca del ‘Bacco’ un autoritratto di Caravaggio

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FIRENZE – C'è l'autoritratto di Caravaggio nascosto nella caraffa alla destra del 'Bacco' conservato agli Uffizi, una delle tele più famose del grande pittore. La scoperta, che è stata rivelata grazie all'occhio attento e alla perizia di restauratori e ricercatori che hanno sottoposto l'opera a sofisticate indagini, sara' presentata dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del IV centenario della morte del Caravaggio in occasione della pubblicazione del volume ''Nuove scoperte sul Caravaggio'', edito dalla Fondazione di studi di storia dell'arte Roberto Longhi. I dettagli sulla scoperta saranno illustrati domani, venerdi' 30 ottobre, alle 15.30, presso l'aula magna di Studio Art Centers International a Firenze.

Caravaggio dipinse la sagoma di un personaggio in posizione eretta con un braccio sporgente in avanti del quale sono chiaramente distinguibili i lineamenti del volto, in particolare il naso e gli occhi, e il colletto. Probabilmente il proprio autoritratto riflesso nella brocca che aveva davanti e stava dipingendo. Durante la campagna di analisi, condotta da Art-Test con strumentazione scientifica all'avanguardia nel mondo, la professoressa Roberta Lapucci ha rilevato la presenza di una testina e di un cavalletto o di una tela di scorcio nella caraffa. A seguito del completamento della elaborazione delle immagini acquisite in riflettografia multispettrale, è poi emersa una chiara immagine di quanto il pittore vi aveva dipinto. ''E sembra proprio di vedere un giovanissimo Caravaggio, che crea con il pennello in mano'', sostiene Lapucci.

La zona della brocca, come risulta dall'analisi della fluorescenza Uv, è interessata da estesi restauri, ma questi non si sovrappongono completamente alla figura. Quello che ha nascosto la figura finora è probabilmente una vernice data su tutte le aree scure del dipinto, durante un vecchio intervento.

''Osservando, invece, le immagini acquisite con gli strumenti scientifici nel vicino infrarosso si puo' vedere la sagoma di un personaggio in posizione eretta con un braccio sporgente in avanti del quale sono chiaramente distinguibili i lineamenti del volto, in particolare il naso e gli occhi, e il colletto. Lo si vede inoltre tenere in mano un oggetto che potrebbe essere un pennello e in scorcio una tela, o una tavola sulla quale e' fissata una tela, su cui l'artista sta eseguendo la sua composizione'', spiega Lapucci. Secondo la studiosa, a livello di ipotesi, si può proporre che ''la sagoma sottostante a forma di spicchio, possa essere interpretata come uno specchio convesso dal momento che l'artista sta guardando proprio in quella direzione e che il punto di massima luce nella caraffa, possa corrispondere al ''foro nel soffitto'' più volte proposto come requisito indispensabile per l'utilizzo del sistema Della Porta''.

Per l'analisi del 'Bacco' degli Uffizi sono state utilizzate molte metodiche, tutte non invasive e non distruttive, e sono emersi anche altri dettagli interessanti. Sono ad esempio molto evidenti le mancanze ed i ritocchi presenti sulla superficie del dipinto, che interessano tutti i bordi e colmano alcune lacune. Ma l'altro risultato notevole, ottenuto con l'esclusivo Metodo Multilayer (brevetto Art-Test), è stato osservare come la foglia alla estrema sinistra del Bacco sia dipinta con un materiale dissimile dagli altri, e sembri stesa successivamente al fondo e anche alle altre fronde.

''Questa peculiarità potrebbe lasciare pensare che si tratti di una stesura non originale. La stessa stesura va a modificare un'altra delle foglie che ornano la testa del Bacco'', sostiene Lapucci. Che il volto di Michelangiolo Merisi da Caravaggio fosse nascosto da qualche parte nel dipinto di 'Bacco' si diceva da tempo. Ma nessuno l'aveva mai documentato.

Durante la pulitura di questa tela, nel 1922, Matteo Marangoni disse di aver scorso, riflessa nella brocca di vetro, una testina simile al 'Fruttaiolo' o al 'Bacco' Borghese, che volle ricollegare alla fisionomia dello stesso Caravaggio ''grandi orbite oculari, naso a base larga e un po' camusa, labbra carnose e semi aperte'', ma oggi con un controllo diretto risulta impossibile ritrovarlo: si riesce solo ad intravedere un casco di capelli neri, un accenno di volto, un tocco di bianco per il colletto. La storica dell'arte Mina Gregori nel 1985 vi scorgeva anche un dipinto ''visto di costola, come se fosse su di un cavalletto''. Ma altre interpretazioni, anche autorevoli ritenevano che il volto del Bacco stesso fosse l'effigie del Caravaggio, invece del personaggio riflesso nella caraffa.

Articlolo scritto da: Adnkronos