Roma, 2 ott. (Adnkronos) – ”Forza Italia è, resta e sarà il mio partito”. Raffaele Fitto non molla. Dopo lo scontro con Silvio Berlusconi all’ufficio di presidenza azzurro, l’ex ministro si dice amareggiato per quanto accaduto. Ho sempre sostenuto la necessità di fare un’opposizione netta al governo Renzi, altrimenti rischiamo di perdere ulteriori consensi nel nostro elettorato e questo l’ho ribadito anche oggi, avrebbe detto ai suoi l’eurodeputato azzurro, determinato a continuare la sua battaglia dentro il partito, ”come sempre ho fatto”.
Niente gruppi parlamentari autonomi, dunque. Nessuna scissione all’orizzonte, come vorrebbe l’ala più filorenziana dei berlusconiani, dicono i suoi fedelissimi. Sono il primo a volere il rinnovamento di Fi, ma bisogna partire da regole democratiche per scegliere la nuova classe dirigente, non ci possono essere nomine calate dall’alto, va ripetendo da tempo Fitto. La mia posizione è netta, tutta politica, non l’ho mai cambiata, non si percepisce in modo chiaro la posizione del partito, dobbiamo fare un’opposizione vera, non possiamo essere maggioranza e opposizione nello stesso tempo, avrebbe detto a chi ha avuto modo di sentirlo in queste ore.
Fitto, che ieri ha riunito i suoi, oltre 35 parlamentari tra Camera e Senato, è rimasto molto male per la frase del Cav ‘tu sei un figlio della vecchia Dc, sei abituato alle correnti’, considerata un’offesa a suo padre, ex esponente pugliese della Balena bianca, e non arretrerà un millimetro dalle sue convinzioni, sia sul rapporto con Renzi, sia sulla riorganizzazione di Fi. Raccontano che dopo le scintille al Comitato di presidenza, Fitto avrebbe incrociato Denis Verdini, alla presenza di Giovanni Toti: non si era mai visto una cosa del genere, siamo peggio di un partito leninista. Rivolto ancora al principale artefice del patto del Nazareno l’ex governatore avrebbe detto: ci vediamo nelle sedi competenti!