(Adnkronos) – La delegazone di superstiti al naufragio avvenuta un anno fa presso le coste di Lampedusa, informa ancora il portavoce vaticano, era composta di 37 persone: tutti eritrei (oltre 20 superstiti e alcuni familiari) provenienti da diversi paesi europei dove hanno trovato accoglienza presso familiari che già vi si trovavano. “Tra questi paesi -ha ragguagliato Lombardi nella nota- si ricordano la Germania, la Svezia, la Norvegia, l’Olanda, la Danimarca. Altri superstiti sono poi in arrivo per unirsi alla delegazione in occasione delle commemorazioni a Lampedusa il prossimo 3 ottobre”.
C’è stato anche il momento in cui i rifugiati hanno voluto rivolgere al Papa alcune parole, chiedendo appoggio e sostegno. “Ad esempio -ha spiegato ancora Lombardi- per il riconoscimento delle salme che in certi casi non si è ancora potuto raggiungere”. Parole di ringraziamento al Pontefice sono arrivate anche da una giovane che ha detto grazie “per le diverse forme di appoggio e aiuto per i migranti e rifugiati”, ha spiegato ancora la nota del portavoce vaticano.
Quindi a Bergoglio è stata offerta in dono una scultura in ferro, raffigurante una bottiglia nel mare e al suo interno racchiude una famiglia. La delegazione era stata organizzata dal ‘Comitato 3 ottobre’ ed era accompagnata dall’elemosiniere pontificio mons. Konrad Krajewski e da padre Giovanni La Manna, già presidente del Centro Astalli. “In questi giorni -ha spiegato ancora il portavoce vaticano- è stata presentata una proposta di legge perchè il 3 ottobre sia riconosciuto come ‘Giornata in ricordo delle vittime del mare’. Alcuni dei presienti hanno anche potuto compiere in questa occasione i test predisposti dalle autorità italiane competenti per il riconoscimento di alcune delle salme non ancora identificate”.