Roma, 1 ott. (Adnkronos) – “Il rinvio dell’esecuzione di Reyhaneh è segno che le autorità iraniane stanno prendendo tempo e che dobbiamo continuare a premere per ottenere un giusto processo”. Sono le parole di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International, in merito a Reyhaneh Jabbari, la ragazza iraniana che rischia di essere impiccata per aver ucciso sette anni fa l’uomo che cercava di stuprarla. Attraverso Aki-Adnkronos International, la madre della ragazza, Sholeh Pakravan, ha rivolto un appello alle “mamme italiane”, ai “politici italiani” e al Vaticano. Amnesty sostiene la richiesta della madre e “rilanceremo – afferma Noury – un altro appello sul nostro sito”.
“Il diritto all’equo processo in Iran non viene garantito, la stessa ragazza ha rilasciato una deposizione dopo un lungo periodo di isolamento, poi ha ritrattato” aggiunge Noury. “Siamo convinti che le autorità iraniane stiano prendendo tempo per la pressione internazionale che si è addossata sul Paese in questi giorni, ma dobbiamo continuare – conclude il portavoce Amnesty – altrimenti faremo il loro gioco”.