ROMA – Migliaia di operatori delle forze di Polizia sono giunti oggi da tutta Italia a Roma per protestare contro i tagli al comparto della sicurezza. I sindacati della Polizia di Stato Siulp, Sap, Siap, Silp per la Cgil, Ugl Polizia di Stato, Coisp-Up-Fps-Adp-Pnfi e Anfp , della Polizia Penitenziaria Sappe, Osapp, Uil P.A. Penitenziari, Sinappe, Fns Cisl, Cgil F.P. e Uspp Ugl, e del Corpo Forestale dello Stato Sapaf, Ugl Corpo Forestale dello Stato, Fesifo, Fns Cisl, Uil P.A. Forestali, Cgil F.P. sono scesi in piazza "con una grande manifestazione nazionale che si snoda per le vie di Roma e che ha visto arrivare nella capitale -affermano i sindacati in una nota congiunta- migliaia e migliaia di operatori provenienti da ogni parte d'Italia con centinaia di pullman, treni e macchine. Poliziotti liberi dal servizio, che hanno rinunciato ad un giorno di ferie o di riposo".
I sindacati "denunciano la politica di tagli alla sicurezza dell'attuale Esecutivo, confermata dal recente incontro a Palazzo Chigi dove sono state illustrate le linee guida della Finanziaria 2010 che proprio in questi giorni il Parlamento sta discutendo. Occorrera' valutare se gli ultimi emendamenti presentati in Commissione Bilancio da esponenti della maggioranza, definiti da alcuni giornali come 'Finanziaria alternativa' e dove si ipotizzano ingenti stanziamenti per la sicurezza e le Forze dell'Ordine, troveranno reale concretizzazione".
"Ad oggi, purtroppo, la politica del Governo e' un'altra -proseguono i sindacati- Il taglio di circa tre miliardi di euro in tre anni al Comparto Sicurezza e Difesa, unito agli effetti dell'ex decreto Brunetta ora convertito in legge, sta producendo una pesante riduzione di personale a causa del mancato turn over e un innalzamento dell'eta' media dei poliziotti italiani, che ormai sfiora i cinquant'anni".
"I tagli -sostengono poi i sindacati- incidono pesantemente anche sulla spesa corrente, sulle voci di bilancio ministeriale relative all'acquisto delle autovetture, della benzina, alla gestione degli uffici e delle strutture. Tutto questo incide e incidera' ancor di piu' dal 2010 sul reale controllo del territorio da parte delle Forze dell'Ordine e quindi sulla sicurezza dei cittadini".
Quando il corteo (oltre 30mila persone per gli organizzatori) è giunto in Corso Vittorio Emanuele, sotto le finestre del ministero della funzione pubblica, è partita una dura contestazione contro il ministro Brunetta, al grido di 'Buffone, buffone, buffone. "Ci hai chiamato poliziotti panzoni ma noi facciamo solo sacrifici – hanno urlato gli organizzatori dal megafono – Le ronde sono vergognose. Il governo Prodi almeno ci ha dato un aumento e adesso il governo Berlusconi ci toglie anche quello che ci aveva dato".
A nome di tutti i sindacati ha parlato Felice Romano (Siulp): "Ancora una volta -ha detto- siamo stati costretti a scendere in piazza per protestare contro la politica del Governo sulla sicurezza. E vogliamo che la nostra voce giunga a chi, pur avendo la responsabilita' di governare il nostro Paese, dimostra sempre piu' spesso con i fatti di volersi in realta' limitare ad una politica di annunci. Si taglia sulle risorse delle Forze di Polizia: si taglia anche quest'anno, con la prossima Finanziaria, sugli investimenti che servono a garantire il livello di sicurezza minimo".
"Vuol dire soprattutto -ha proseguito Romano- macchine fatiscenti, vuol dire perdere ogni anno diecimila operatori tra tutte le Forze di Polizia e sostituirli con appena 2.500 uomini, vuol dire anche risparmiare sulla formazione, sull'addestramento, sull'equipaggiamento, sulla logistica, vuol dire cioe' farsi sfrattare dagli enti privati proprietari delle nostre caserme e dei nostri uffici perche' non paghiamo l'affitto, vuol dire scendere in strada con armi che non sono piu' efficienti. Tagliare significa dover lavorare con divise logore e consumate, con giubbetti antiproiettile che non proteggono piu' dai colpi di pistola o di fucile, tagliare vuol dire mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini, mettere a repentaglio la nostra sicurezza, la nostra dignita', la nostra efficienza".
"Il Governo non ha mantenuto le promesse fatte a poliziotti, poliziotti penitenziari, forestali e, soprattutto ai cittadini con i suoi programmi elettorali. Si inaspriscono le norme, aumentano i detenuti, aumentano i compiti delle Forze di Polizia e, diminuiscono sempre di piu' gli organici, le risorse e i mezzi. Con quali uomini, con quali mezzi si dovranno applicare queste nuove norme? Se non ci ascoltano non ci fermeremo qua", ha concluso Romano.
Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign