Roma, 30 set. (Adnkronos) – “Nella direzione Pd di ieri è emerso chiaramente che Matteo Renzi va verso un partito post ideologico, pragmatico, di centro, che taglia le radici con il passato di Pds-Ds e del mondo cattolico-democratico”. Lo dice all’Adnkronos il vice presidente dei senatro di Grandi autonomie e libertà, Vincenzo D’Anna, commentando la direzione del Pd di ieri e la polemica sull’art.18.
“La battaglia sull’art.18 -aggiunge- che noi condividiamo e voteremo, sia chiaro, anzi l’equivalente va esteso al Pubblico impiego, serve a Renzi solo in funzione di una chiara distinguibilità agli occhi dell’opinione pubblica: vuole tesaurizzare il consenso attorno alla sua persona. Perché imbarcarsi in un’operazione del genere quando il vero problema è la creazione di nuovi posti di lavoro?”,
“E’ come con la riforma del Senato: invece di disboscare 18mila società partecipate con 50.000 componenti, ha scelto un tema simbolico, facile, meno complicato quello di palazzo Madama da offrire all’opinione pubblica sulla scia delle polemiche sui costi della politica. E’ chiaro che noi voteremo il superamento dell’art.18, ci mancherebbe… Ma subito dopo, se vuole fare sul serio, il premier punti a risanare il Pubblico impiego, valorizzando chi merita, distinguendo i lassisti dagli operosi, secondo criteri di efficientamento in vigore nel settore privato, e quindi varando una riforma per la P.a. analoga a questa sul lavoro nel settore privato”.