(Adnkronos) – “La decisione conferma ancora una volta che è stato necessario riformare il codice della giustizia sportiva perché questo fosse realmente rispettoso di quei princìpi che regolano l’ordinamento dello sport. E non a caso su 75 componenti, l’unico voto contrario in Consiglio Nazionale su questa delibera è stato del Presidente della Federazione Italiana Nuoto”, prosegue Malagò.
“La cosa più sorprendente tuttavia è che la Commissione Disciplinare della Fin, assumendosene la responsabilità, abbia disconosciuto una recente decisione dell’intera Giunta Nazionale del Coni che aveva indicato nel Collegio di Garanzia dello Sport, che è la ‘Cassazione dello Sport’, l’autorità massima alla quale richiedere un parere. Parere che esplicitamente escludeva la titolarità in capo alla Commissione Disciplinare della Federazione Italiana Nuoto”, afferma ancora.
Il procedimento è legato alle considerazioni espresse da Malagò nella Giunta Coni del 4 marzo in relazione alle presunte doppie fatturazioni presentate dalla Fin. Malagò è stato sospeso da “ogni attività sociale e federale”, per violazione dell’art.12 del regolamento di giustizia federale e degli articoli 2 e 7 del codice di comportamento del Coni. Al presidente del Circolo Canottieri Aniene sono state contestate la “mancata lealtà” e le “dichiarazioni lesive della reputazione”