– Il “grande tema politico”, invece, “che determina diffusa debolezza dell’azione dei poteri istituzionali risiede nella pretesa dei governi di risolvere da soli e comunque – spiega Grasso – alle proprie condizioni questioni soltanto che un’azione congiunta permette di affrontare con efficacia”.
Da una parte, secondo l’ex magistrato, ci sono gli Stati “tenuti al rispetto di forme legali, rallentati da meccanismi farraginosi”, dall’altra, le politiche delle organizzazioni criminali transnazionali che “nelle scelte di mercati, merci, rotte, investimento dei profitti sono favorite da vantaggi competitivi straordinari”. Le mafie possono infatti contare su potere normativo, potere economico e potere politico: quest’ultimo si espleta “attraverso persone che sono ‘a disposizione’ dell’organizzazione”.
La grande sfida del nuovo millennio è “rintracciare, identificare, riconoscere il denaro delle mafie e quello derivante dall’economia sommersa ripulito da decine di transazioni”. Si tratta di un’economia che è difficile quantificare “ma che vale diversi punti percentuali (forse fino a dieci) del Pil mondiale”.