Home Nazionale Arte: Filippo de Pisis inedito, i miei nervi mi fanno soffrire un po’…

Arte: Filippo de Pisis inedito, i miei nervi mi fanno soffrire un po’…

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Roma, 28 set. – (Adnkronos) – “Sebbene i miei nervi mi facciano soffrire un pò, ogni tanto… tante cose ho per la testa, ma la maggior parte aspettano o restano in forma di embrione per il sopraggiungere di nuove idee”. Così scriveva il ventiseienne pittore Filippo de Pisis (1896-1956) allo scrittore Nello Baccetti a proposito della sua creatività. Ma de Pisis si lasciava andare anche a una disincantata professione di fede sulla felicità: “E anch’io penso non bisogni sperare in una pace futura, ma saper crearsi una felicità posticcia… dirò così, a tutti i costi. Ciò è il compito del filosofo”.
La profonda amicizia tra de Pisis e Baccetti è attestata da un carteggio giovanile inedito di sei lettere e nove cartoline postali inviate dal pittore al poeta, che vede per la prima volta ora la luce grazie alla sua pubblicazione sulla rivista “Nuova Antologia” a cura di Maurizio Sessa.
Le carte finora sconosciute sono state concesse da Giuliana Signorini Anselmi, pronipote di Nello Baccetti, al periodico trimestrale edito da Le Monnier e diretto dallo storico Cosimo Ceccuti.
Da queste lettere, che coprono gli anni dal 1914 al 1924, si dipana l’itinerario di de Pisis, spirito errante tra Ferrara, Bologna, Roma e Assisi. Nelle lettere non si fa mai cenno alla Grande Guerra perchè il dialogo tra i due amici era solo sull’arte.
Dal carteggio emerge per intensità il periodo romano di de Pisis; intenso per esperienze umane, artistiche e sociali. De Pisis partecipava ai ricevimenti dell’Accademia Inglese di Villa Giulia e la sera consumava il pasto dal Sor Vittorio in piazza Madama.
De Pisis sottolineava anche che stava vivendo un periodo della sua vita che “posso dire molto felice, anche perchè ho avuto bene retribuito un mio lavoro per il Ministero”. Il mondo letterario non sembrava però riservargli solo fiori e applausi: “Degli attacchi dei letteratini e degli invidiosi non me ne curo”.
In una lettera datata 31 ottobre 1922 de Pisis parlava di pittura. E par davvero che il pittore scrivesse con il pennello piuttosto che con la penna: “Poco fa nel mio studiolo sotto i tetti ho cercato di fissare le vaghe nubi di un mirabile tramonto autunnale sopra un cartone. (Ho infatti ripreso a dipingere con una certa intensità!)”.
Le accorate lettere di Filippo de Pisis a Nello Baccetti terminano nel 1924, alla vigilia della partenza dell’artista ferrarese alla volta di Parigi, “grande hangar della vita moderna”, dove diventerà finalmente “cittadino del mondo”. E nella capitale francese il pittore che la critica ha definito “la voce silenziosa delle cose” soggiornò quattordici anni.