Home Nazionale Opera Roma: Croppi, l’addio di Muti puo’ essere opportunita’ per cambiare

Opera Roma: Croppi, l’addio di Muti puo’ essere opportunita’ per cambiare

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– Roma, 24 set. (Adnkronos) – L’addio del maestro Muti al teatro dell’Opera di Roma “può essere un’occasione d’oro per Marino e Fuortes per cambiare. Lo stato di crisi è inevitabile e potrebbe offrire un’opportunità decisiva. Si sente la necessità di una cesura con il passato”. A dirlo, all’Adnkronos, è l’ex assessore alla cultura del Comune di Roma, Umberto Croppi, che aggiunge: “Nonostante il sindaco Marino abbia scelto il miglior manager sulla piazza, cioé Fuortes, che sta lavorando bene, i problemi sono così antichi e radicati che siamo arrivati a questa situazione”.
L’idea del rinnovamento, per Croppi, “non significa mandare a casa tutti ma stabilire regole nuove, dal momento che quelle vecchie non funzionano più. Ha ragione il ministro Franceschini quando sostiene che è necessario ripensare queste istituzioni in modo diverso e innovativo”. Un cambiamento che va fatto, secondo Croppi, “salvando il grande patrimonio storico ed artistico del teatro dell’Opera che è costituito da maestranze con capacità uniche, da una grande orchestra, da tecnici di scena straordinari e da bravissimi ballerini”.
La decisione di Muti di lasciare la Capitale, per Croppi è dettata dalla “profonda sfiducia che il maestro nutre nei confronti della gestione da parte delle Istituzioni del nostro sistema culturale e musicale. Ma credo che sia cosciente di essere stato usato come una grande foglia di fico per coprire i problemi del teatro dell’Opera. La sua lotta, però, è contro la gestione della musica e della cultura in Italia”.
Croppi, inoltre, ricorda che quando l’ex sindaco Alemanno prese in mano la gestione dell’Opera,”i suoi sforzi erano legati alla speranza che Muti diventasse direttore artistico. Una speranza che non si è mai realizzata perché Muti non accettò la carica. Al maestro venne attribuita la direzione onoraria a vita. Alemanno avrebbero dovuto prima risanare e poi chiedere un’assunzione di responsabilità da parte di Muti”.
Più in generale, per Croppi, il teatro è “vissuto in un cono d’ombra per molti anni, anche perché la città non si è identificata con l’Opera. Un cono d’ombra in cui le lobby sindacali hanno fatto aumentare le assunzioni strutturali. Uno dei problemi del teatro e che ha quasi 500 addetti che aumentano e diventano il doppio con le sostituzioni”.
Quanto poi alla possibilità, emersa su alcuni organi di stampa, secondo cui l’Accademia di Santa Cecilia e il teatro dell’Opera potrebbero raggiungere un accordo, Croppi evidenzia: “Non credo che si arrivi ad unificare i due Enti e penso che non sia neanche opportuno”.