Roma, 23 set. (Adnkronos) – Una proposta di legge costituzionale d’iniziativa popolare per l’eliminazione del principio del ‘pareggio del bilancio’ dall’ articolo 81 della Costituzione. E’ questa l’iniziativa dei rappresentanti di Sel alla Camera presentata oggi dal deputato Giulio Marcon, in conferenza stampa, a Montecitorio.
“La raccolta delle firme -annuncia Marcon- comincerà il primo ottobre. La proposta vuole fare un ‘passo indietro’ positivo rispetto alle scelte che il Parlamento fece nel 2012, con l’introduzione del vincolo del pareggio di bilancio che è alla base delle politiche restrittive e di austerità che l’Europa ha imposto negli ultimi anni. Da quando l’Europa ha adottato queste politiche, -aggiunge- il debito pubblico è passato dal 65 al 95%, la disoccupazione è aumentata del 40%, molti Paesi hanno imboccato la china della deflazione e il Pil – in Italia – è crollato di 11 punti dal 2007 a oggi. La scelta del pareggio del bilancio è insostenibile dal punto vista economico. Può massacrare il welfare”.
“La nostra non è una proposta velleitaria -prosegue Gaetano Azzariti, professore di diritto costituzionale alla Sapienza- perché si poggia sul diritto costituzionale che nasce per garantire i diritti e non per equilibrare i conti di bilancio. La portata innovativa maggiore di questa proposta non è l’abrogazione del pareggio del bilancio, quanto la salvaguardia dei diritti fondamentali” aggiunge, auspicando che “la strada non sia impedita dai conservatori e dai falsi innovatori che oggi dominano la scena”.
Sull’ articolo 81 interviene anche Stefano Rodotà “E’ un vulnus alla Costituzione” osserva ponendo l’accento sul fatto che la proposta di iniziativa popolare abbia il merito di dare voce ai cittadini. “Con questa proposta vogliamo ricostruire la cultura politica. Non si possono cancellare impunemente i diritti fondamentali. Quando le risorse sono scarse il criterio per allocarle è la tutela dei diritti fondamentali” aggiunge fiducioso che presto il “Parlamento prenderà in considerazione la proposta di legge”.
Di necessità di ‘svolta culturale’ parla anche il deputato del Pd Stefano Fassina. “Questa iniziativa porta la politica sul terreno dell’economia che in questi anni ci è stata proposta come disciplina astratta. Un’iniziativa come questa -assicura- mette in sinergia istituzioni e cittadini”.
“La Costituzione non è semplicemente da difendere ma da applicare in tutti i suoi punti per cambiare il Paese”, dichiara invece Maurizio Landini, segretario generale della FIOM-CGIL, il quale conferma che il prossimo 18 ottobre ci sarà a Roma una manifestazione “per dire cosa bisogna cambiare nelle politiche di questo governo. Il mio ruolo non è solo difendere i lavoratori nelle fabbriche – conclude- ma di fare in modo che quelle persone siano cittadini”.