AREZZO – Tre giorni: tanti sono quelli previsti dal presidente Giuseppe Caroti per portare a termine il ricco ordine del giorno dell’assemblea cittadina. Si comincia mercoledì 21 ottobre alle 9 con eventuale prosecuzione alle 15. Identica articolazione temporale nei due giorni successivi di giovedì 22 e venerdì 23.
“Si tratta di un Consiglio Comunale – ha precisato Giuseppe Caroti – che dovrà discutere dell’adozione del Regolamento Urbanistico. Arriva dunque a compimento il corposo lavoro compiuto dagli uffici comunali e dalla commissione assetto del territorio che hanno dato seguito all’approvazione del Piano Strutturale avvenuta nel luglio 2007. Il Comune di Arezzo avrà una nuova normativa in materia urbanistica che disciplinerà gli interventi edilizi nel territorio, ridisegnando complessivamente il quadro di riferimento.
Prima tuttavia di giungere a questo argomento, ce ne sono altri che toccheranno luoghi ‘storici’ della città contribuendo a modificarne il volto, specialmente in centro. Mi riferisco alle due pratiche relative agli ex cinema Corso e Politeama, chiusi oramai da tempo e per i quali le rispettive proprietà hanno presentato piani di recupero per cambio di destinazione degli immobili. Ma c’è un aspetto importante che mi preme sottolineare, attinente a una sorta di perequazione proposta dai proprietari stessi: ottenendo il diritto a trasformare gli immobili in questione, hanno garantito gli uni il recupero della Sala Sant’Ignazio, gli altri la realizzazione del teatro tenda.
Altri punti di grande rilievo sono il piano attuativo relativo agli immobili di via Setteponti di Giacomo Konz, il procedimento per l’individuazione del gestore unico del gestore unico del ciclo dei rifiuti nella Toscana meridionale nell’imminenza della prossima assemblea della comunità di ambito Toscana sud, senza dimenticare i due atti di indirizzo su temi ‘sensibili’ come aborto e testamento biologico che verranno illustrati rispettivamente dai consiglieri Francini e Tulli.
Segnalo infine il ritorno – conclude Caroti – nella sala consiliare del quadro che ritrae Francesco Redi, opera che venne regalata al Comune dal fratello Giovan Battista il 26 giugno 1697, pochi mesi dopo la morte dell’illustre medico, scienziato e filosofo per essere affissa nella sala del Consiglio Comunale. Una volontà esplicita che viene finalmente a compiersi”.