Roma, 22 set. (Adnkronos) – “Il riformismo al quale abbiamo il dovere di ispirarci per l’attività politica di ogni giorno, non vuol dire rinnegare il passato, né rinnegare i valori e gli ideali per i quali chi ci ha preceduto ha anche pagato con la vita. Riformismo vuol dire adeguare gli ideali al cambiamento dei tempi. Resto convinto della scelta di Matteo Renzi segretario per un passaggio storico di rinnovamento della sinistra. Rinnovamento non significa però rottamazione degli ideali e dei valori”. E’ l’opinione di Francesco Boccia del Pd.
”Il riformismo non rottama con i valori le persone che li difendono, ma fa una sintesi al passo con i tempi tra passato e futuro dei valori su cui si fonda la società in cui crede la sinistra. A proposito del sindacato, sul quale non ho condiviso alcune espressioni poco felici del nostro segretario, è bene chiarire che non può chiamarsi fuori nel momento di assunzione di responsabilità su quanto è accaduto in questi anni: a gestire l’Italia dopo gli anni del miracolo economico, non c’era solo la politica cosiddetta ‘casta’” ma “rappresentare tutto il sindacato come il nemico conservatore equivale al tentativo culturale (per ora fallito) di Grillo di far passare tutta la politica come fosse marcia”.
“Insomma il gioco di dire da un lato i buoni nuovi e belli e dall’altro i cattivi, sporchi conservatori e brutti. Non solo è sbagliato ma rappresenta una linea di pericolosa continuità culturale anti-partitica che ha attraversato gli ultimi vent’anni da destra arrivando a Grillo. Credo che non coglieremmo un’occasione storica se in questo momento in cui viviamo nella peggior crisi economica del dopoguerra, non ci sedessimo tutti intorno a un tavolo e pur nella contrapposizione delle opinioni, ma nel rispetto delle idee altrui, non provassimo a immaginare soluzioni veloci, efficaci e condivise per far ripartire un paese allo sfinimento”, conclude.