Home Nazionale Caso Maro’: Terzi, non cessa il teatrino dello scaricabarile

Caso Maro’: Terzi, non cessa il teatrino dello scaricabarile

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Roma, 22 set. (Adnkronos) – “Rilevo ancora oggi – dopo diciotto mesi dalla vergognosa decisione di rimandare in India Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – che non sta cessando il pietoso teatrino dello scaricabarile delle responsabilità. Neanche una parola invece su quello che dovrebbe essere l’impegno di tutti: dare rapida e giusta soluzione a questa profonda ingiustizia che il nostro Paese e i nostri militari stanno subendo. L’ex ministro Passera, dopo un anno e mezzo dai fatti, ha evidentemente ‘dimenticato’ quanto realmente accaduto: l’unica decisione collegiale del governo di allora fu quella di trattenere in italia i nostri militari e attivare l’internazionalizzazione del caso, decisione diramata da Palazzo Chigi in concorso con i ministeri interessati, e, tramite il ministero degli Esteri, all’intera rete diplomatica”. E’ la risposta dell’ambasciatore Giulio Terzi alle parole di Corrado Passera a Radio 24. Passera, durante un intervento a Mix24, ha dichiarato che Terzi, all’epoca ministro degli Esteri, aveva votato per il ritorno dei Marò in India.
Terzi prosegue: “contrariamente a quanto sostenuto da Passera, la decisione di trattenere in patria i marò non ledeva alcun documento sottoscritto dall’Italia, in quanto l’India si era nel frattempo sottratta alla procedura arbitrale proposta dal nostro paese sulla base dei trattati internazionali in vigore. Tutto questo avveniva l’11 marzo del 2013. Non fu invece affatto collegiale, pochi giorni dopo, la decisione di rimandarli in India, da me contrastata in ogni modo, anche per iscritto, come dimostrano inequivocabilmente i documenti disponibili nelle sedi competenti, tant’è vero che, essendo contrario, mi sono dimesso dal mio incarico di ministro degli Esteri”.
“La vicenda – conclude l’ex ministro – è così limpida dal non poter essere tollerata oltre alcuna strumentalizzazione. E’ piuttosto necessario che chi ne ha il potere faccia, finalmente, un’unica cosa: manifestare piena e convinta solidarietà ai nostri militari, attivando un percorso incisivo per risolvere una vicenda che è di prioritaria importanza per la nostra politica estera e per la credibilità internazionale dell’Italia”.