– “In questi due mesi mi sono preparato per questa visita leggendo la storia della persecuzione in Albania – ha raccontato ai fedeli – per me è stato una sorpresa, non sapevo che il vostro popolo avesse sofferto tanto. Poi oggi sulla strada dall’aereoporto alla piazza ho visto tutte queste foto dei martiri, bé si vede che questo popolo ha memoria dei suoi martiri, di quelli che hanno sofferto”.
“Un popolo di martiri e oggi ne ho ascoltati qui – ha aggiunto riferendosi alle due testimonianze – quello che posso dirvi è quello che questi due hanno detto con la loro vita, con le loro parole semplici ma tanto dolorose. Noi possiamo domandargli: ‘come avete fatto a sopravvivere a tanta tribolazione?’ Dio Padre misericordioso è Padre di ogni consolazione, è stato lui a consolarci”.
I due sopravvissuti “hanno sofferto troppo, fisicamente e psichicamente nell’angoscia dell’incertezza. vivevano nell’angoscia se essere fucilati o no e il Signore li consolava. Penso a Pietro nel carcere, incatenato in carcere con le catene: tutta la Chiesa pregava per lui, il Signore consolò Pietro. Ai martiri e a questi due che abbiamo sentito oggi il Signore li consolò, tante erano le persone buone che pregavano per loro. Questo è il mistero della Chiesa, quando la Chiesa chiede al Signore di consolare il suo popolo. Il Signore consola umilmente e anche nascostamente. Consola nell’intimità del cuore e consola nella fortezza”.