Roma, 21 set. (Adnkronos) – Roma ha influenzato enormemente Louis Kahn il quale, a sua volta, ha condizionato in maniera durevole un’intera generazione di architetti romani. Un volume vuole far luce su un rapporto complesso e sorprendente, sul quale appare indispensabile riflettere in un momento in cui le fondamentali questioni che l’architettura di Kahn continua a sollevare sono ritenute di inalterata attualità da una vasta schiera di progettisti e studiosi di tutto il mondo. “Roma e l’eredità di Louis I. Kahn” è il titolo del libro di Elisabetta Barizza e Marco Falsetti pubblicato da Franco Angeli Editore (pagine 272, euro 32,50).
Dopo un lungo periodo di silenzio critico, si sta assistendo, in questi anni (e in particolare nel 2014 in cui ricorre il 40° anniversario della morte) a un rinnovato e crescente interesse per l’opera di Louis I. Kahn, riconosciuta come vero atto di rifondazione dell’architettura occidentale.
Un impulso è venuto nel 2003 dall’uscita del film My Architect, del figlio Nathaniel. A questo hanno fatto eco pubblicazioni e retrospettive che hanno indagato, a vari livelli, molti aspetti della sua opera e proposto, a volte, nuove letture.
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