Roma, 19 set. (AdnKronos Salute) – Ancora una volta l’Unicef scende in campo per far fronte all’epidemia di Ebola. Tra i maggiori fornitori di aiuti di emergenza per i trattamenti e le cure nei centri – e per assicurare la continuità nei servizi di base – l’organizzazione continua a inviare aiuti essenziali su larga scala. E questa volta lo fa con cargo aerei mandati nei Paesi colpiti: “Entro la prima settimana di ottobre – annuncia l’organizzazione – avremo ultimato la consegna di 1.300 tonnellate di aiuti tramite 55 voli aerei, mentre nelle prossime settimane prepareremo e invieremo 50.000 kit per la protezione in casa”.
I primi 9.000 kit che partiranno questa settimana per la Liberia – e che contengono guanti, mascherine, vestiti, sapone, cloro e sacchetti – si aggiungono ai kit per l’igiene familiare che sono già stati distribuiti nel Paese. “L’Unicef – continua la nota – sta anche lavorando con i Governi nei Paesi a rischio e con i Paesi vicini per essere preparati a possibili epidemie di Ebola, mentre sta già trasmettendo informazioni alle comunità, sviluppando piani e predisponendo scorte”.
Intanto oggi in Sierra Leone è iniziata una campagna di sensibilizzazione che coinvolgerà oltre 28.500 mobilitatori sociali, giovani e volontari con l’obiettivo di raggiungere ‘porta a porta’ 1,5 milioni di case. E per rafforzare la propria presenza in Liberia, Sierra Leone e Guinea, l’Unicef ha potenziato lo staff con altri 67 operatori nei 3 Paesi maggiormente colpiti dal virus. Altri 37 saranno impegnati nelle prossime settimane.
Finora l’Unicef ha impiegato più di 7 milioni di dollari delle sue risorse per rispondere all’epidemia di Ebola, compresi circa 4 milioni di dollari solo per gli aiuti in Liberia. L’organizzazione internazionale ha ricevuto circa 7,5 milioni di dollari dai donatori, il 4% del totale di 200 milioni di dollari che l’Unicef ha richiesto per rispondere alla crisi.