– Nel suo complesso, la procedura avviata in base alla legge 223, interessa 2.171 lavoratori, di cui 1.590 addetti di terra, 126 piloti e 420 assistenti di volo. A questi bisogna aggiungere i 35 dipendenti di terra di AirOne. Ad agosto, proprio mentre i vertici di Alitalia ed Etihad firmavano l’accordo, il Transaction Implementation Act, al ministero del Lavoro azienda e sindacati hanno sottoscritto due intese per rendere operativi gli interventi sugli organici, chiesti dalla compagnia emiratina.
La prima, firmata anche da governo e Assaereo, e’ quella che consente di allungare di due anni il periodo di mobilità, rispetto a quanto prevede la legge 223, trasformando, attraverso l’emanazione di un decreto, il Fondo straordinario del trasporto aereo, finanziato da 3 euro a biglietto e da un contributo dello 0,50%, di cui 0,375% a carico del datore di lavoro e lo 0,125% a carico del lavoratore, in un fondo di solidarietà. Secondo i criteri fissati dalla legge in materia di licenziamenti collettivi, sono previsti 12 mesi di mobilità per i lavoratori fino a 40 anni, 24 mesi fino a 50 anni e 36 mesi oltre i 50 anni. I lavoratori riceveranno l’80% della retribuzione.
Il secondo accordo firmato, in sede aziendale (cioè, nell’ambito del primo step previsto dalla legge 223) dalla compagnia e dai sindacati ha aperto la prima fase della mobilità in base a un principio di volontarietà. Si apre ora la seconda fase che, secondo gli accordi, dovrà portare all’uscita dei lavoratori in esubero entro il 31 dicembre prossimo. Intanto, azienda e sindacati, entro la fine di questo mese, effettueranno una verifica sui processi di ricollocazione dei lavorati, prevista dagli accordi, in altre aziende, a cominciare dalla stessa Etihad, Atitech, Poste e alte imprese fornitrici.