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Ambiente: ambientalisti e comuni ricorrono a Tar, no trivelle in Sicilia

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– Roma, 19 set. (Adnkronos) Secco no dalle associazioni ambientaliste e di categoria e dai Comuni interessati alle trivelle nel canale di Sicilia. Greenpeace, Wwf e Legambiente insieme a Lipu Birdlife Italia, Italia Nostra, Touring Club Italia, Legacoop Pesca Sicilia, Anci Sicilia e i comuni di Licata, Ragusa, Scicli, Palma di Montechiaro e Santa Croce Camerina annunciano infatti di aver “presentato ricorso al Tar del Lazio contro il decreto 149/14, emanato dal Ministro dell’Ambiente, che sancisce la compatibilità ambientale del progetto ‘Off-shore Ibleo’ di Eni”. “Un progetto -sottolineano in una nota- che prevede otto pozzi, una piattaforma e vari gasdotti al largo della costa tra Gela e Licata”.
“È la prima volta che un fronte così ampio -affermano- si schiera compatto contro le trivellazioni off-shore, confermando che la tutela del mare – e la volontà di seguire una strada ben diversa da quella fossile intrapresa dal governo e confermata con le forzature normative contenute nel cosiddetto decreto legge ‘Sblocca Italia’ che, anche contro il dettato costituzionale, emargina gli enti locali e inibisce la partecipazione dei cittadini – non sono solo una priorità per gli ambientalisti, ma una necessità anche per le amministrazioni locali e per chi rappresenta attività economiche fondamentali per il Paese come il turismo e la pesca”.
“Siamo molto soddisfatti del fatto che i comuni siciliani interessati, insieme all’Anci Sicilia, e le associazioni di categoria si siano unite a noi in questo ricorso” rimarcano le associazioni Greenpeace, Legambiente e Wwf. “Dopo il vergognoso voltafaccia della Regione Sicilia e le manovre del governo per estromettere i territori da queste decisioni, è fondamentale -incalzano- che si crei un movimento sempre più ampio che blocchi il folle piano di Renzi di trivellare i nostri mari, per estrarre gas e petrolio che basterebbero all’Italia solo per pochi mesi”. (segue)