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Approvato il Ddl sulla protezione degli animali da compagnia

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ROMA – Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini è intervenuta oggi, insieme al Ministro degli Esteri Franco Frattini , alla Conferenza stampa che si è tenuta presso la Farnesina per presentare il Disegno di Legge di ratifica della Convenzione Europea sulla protezione degli animali da compagnia. Il Sottosegretario Martini ha esprimendo la sua soddisfazione per l’approvazione di questo importante provvedimento ha sottolineato “Finalmente, grazie ad una straordinaria sinergia di Governo, dopo 21 anni dalla firma della Convenzione Europea è stato approvato in Italia il Disegno di Legge per la sua ratifica. La compattezza, l’unione di intenti, il patrimonio di valori che contraddistingue questa squadra di Governo ha reso possibile questo importante risultato di civiltà. Grazie alla grande alleanza con il Ministro Frattini e al forte impegno che abbiamo assunto per porre fine al traffico vergognoso di cuccioli ora con l’approvazione di questo provvedimento il traffico illecito di cuccioli sarà reato. Avevamo fatto una promessa in questo senso diversi mesi fa e sono orgogliosa di poter dire che l’abbiamo mantenuta”.

Di seguito una breve sintesi della documentazione diffusa alla stampa durante la conferenza stampa di oggi.

Il DDL di ratifica della Convenzione Europea sulla protezione degli animali da compagnia: compiuto un ulteriore passo avanti di civiltà.

Il ddl è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 2 ottobre scorso.
La ratifica della Convenzione Europea sulla protezione degli animali da compagnia è frutto dell’intenso lavoro di collaborazione tra il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e il Ministero degli Affari Esteri . Con questo atto normativo, oltre
a ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa di Strasburgo emanata nel lontano 1987, sono state introdotte importanti modifiche al Codice Penale. In particolare il taglio della coda, delle orecchie, e altre mutilazioni non motivate da esigenze terapeutiche, sono diventati reati penali attraverso la modifica dell’art. 544 ter del Codice Penale. Inoltre è stato introdotto il reato di traffico illecito di cani e gatti con un inasprimento delle pene in caso di cuccioli di età inferiori a otto settimane. Infine sono previste sanzioni anche per chiunque introduce nel territorio nazionale cani e gatti non identificati e sprovvisti di certificazione sanitaria così come previsto dalla normativa vigente.

Il commercio legale di cuccioli
L’Italia introduce legalmente annualmente diverse partite di cuccioli, destinati ai vari negozi di animali per la successiva commercializzazione, da Paesi comunitari quali, ad esempio, Ungheria Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia.
Non vengono invece effettuate importazioni commerciali di cuccioli dai Paesi terzi.
Gli scambi commerciali con i Paesi membri dell’Unione europea sono disciplinati da specifiche norme comunitarie che fissano concrete condizioni e le necessarie garanzie per tutelare la salute e il benessere degli animali.
Le disposizioni comunitarie sono finalizzate anche a tutelare gli acquirenti degli animali d’affezione consentendo l’acquisto di animali sani.
Si precisa che, nell’ambito dell’applicazione della normativa riferita agli scambi comunitari, gli Stati membri dai quali provengono gli animali sono responsabili dell’attuazione degli interventi finalizzati a garantire i requisiti richiesti dalla normativa europea.
Lo Stato membro destinatario può invece effettuare controlli a destino monitorando e verificando in questo modo il rispetto delle condizioni previste.
In Italia a predisporre tali controlli sono i Servizi Veterinari del Ministero, sia a livello centrale che periferico (in questo caso gli Uffici Veterinari per gli adempimenti comunitari UVAC). Le ditte che vogliono importare i cuccioli devono essere registrate presso gli Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (Uvac) e notificare preventivamente l’arrivo a destino degli animali alle Autorità sanitarie.
Inoltre, anche lo Stato membro che spedisce gli animali comunica preventivamente alle Autorità dello Stato destinatario, attraverso il sistema informatizzato TRACES, l’avvenuto rilascio della certificazione sanitaria per lo scambio commerciale: quanto appena delineato permette alle Autorità veterinarie di poter predisporre controlli puntuali e mirati a destino.

Le importazioni illegali di animali
Sono preoccupanti i riscontri sul territorio nel corso di attività di controllo che hanno evidenziato un rilevante fenomeno di importazione illegale di animali a fini commerciali. In particolare sono stati rilevati problemi relativi a:
– assenza di vaccinazioni, certificazioni ed identificazioni;
– presenza non soddisfacente di anticorpi post vaccinali;
– assenza del passaporto europeo e trasformazione illegale dei cuccioli in “italiani” per poterli vendere a prezzi elevati;
– cuccioli strappati alle madri troppo presto con rischi di sviluppo di problemi comportamentali;
– trasporti effettuati illegalmente addirittura in spazi angusti come i bagagliai di automobili.

Il Ministero, attraverso i suoi uffici periferici UVAC (Uffici Veterinari degli Adempimenti Comunitari) , ha potuto constatare infrazioni da parte di taluni Paesi comunitari (in particolare dall’ Ungheria, dalla Slovacchia, dalla Polonia e dalla Repubblica Ceca) ed ha già ottenuto specifici interventi della Commissione Europea su alcuni di essi quali l’Ungheria.
Oltre a tutti i controlli e alle verifiche nei confronti delle movimentazioni degli animali effettuate nell’ambito delle possibilità concesse dalle norme di riferimento, vengono continuamente messe in atto, tramite le attività di vigilanza esperite dai Veterinari dei Posti di ispezione frontaliera (Pif), dai Veterinari degli UVAC, dai Servizi Veterinari delle regioni e dai Servizi Veterinari delle ASL ( nell’ambito della vigilanza veterinaria permanente sui trasporti degli animali e sui negozi in cui vengono commercializzati) concrete azioni di contrasto alle importazioni illegali degli animali.

L’attività di controllo dei Carabinieri del Nas
Nel periodo luglio 2008 – settembre 2009, i Nas hanno svolto un servizio di controllo in campo nazionale sul benessere degli animali d’affezione e la lotta al randagismo.

In questo periodo sono state effettuate 1.526 ispezioni dalle quali sono state accertate 972 infrazioni: 255 infrazioni di natura penale (ad es. cani detenuti in condizioni tali da non garantire la loro incolumità e benessere psico-fisico, falsificazione di modelli relativi all’anagrafe canina, attivazione di strutture in carenza dell’autorizzazione allo smaltimento dei rifiuti, medicinali veterinari scaduti di validità, esercizio abusivo della professione sanitaria di medico veterinario, vendita di cani privi della documentazione di identificazione) e 717 infrazioni di natura amministrativa (ad es. inosservanza delle leggi regionali concernenti i requisiti minimi strutturali e di igiene, le autorizzazioni amministrative e sanitarie, l’iscrizione all’anagrafe canina).

A seguito dell’accertamento di dette infrazioni, 134 persone sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria e 323 persone all’Autorità Amministrativa. Le strutture di ricovero chiuse sono state 97 e i cani sequestrati sono stati 13.157.