Milano, 17 set. (Adnkronos) – “Dimostra che il vento è cambiato, prendi coraggio, fai politica, e ascolta i cittadini, vedrai che sarà tutto più bello, questa volta bello per tutti”. Con queste parole, i cittadini che in questi mesi hanno bloccato il progetto Via Acqua Sud e i Comitati No Canal tornano a chiedere al sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, di fermare il progetto delle vie d’acqua che, descritto in una lettera come “una colata di cemento per portare 2 metri cubi al secondo dal famoso laghetto alla famossima Darsena”.
La lettera è di ieri, ma, diffusa oggi, assume un valore diverso, alla luce dell’inchiesta della Procura di Milano che vede indagato il commissario delegato Antonio Acerbo. L’ipotesi di reato è quella di corruzione e turbativa d’asta e l’indagine riguarderebbe proprio il progetto ‘Via delle Acque’ che sarà realizzato per l’esposizione del 2015. “A noi – dicono i comitati – i parchi piacciono e ci piacerebbero fossero davvero più belli. Solo non pensiamo che un canale che serve per svuotare un laghetto artificiale dentro al sito Expo li renda più belli. Ma poi questo laghetto era proprio necessario? Per 6 mesi?”.
Il rapporto costi-benefici della via d’Acqua Sud, “che avrebbe come unico motivo quello di portare un poco d’acqua nel Sud Milano è elevatissimo, e per fare questo – proseguono – noi conosciamo soluzioni molto più economiche, praticamente a costo zero. La quantità irrisoria di acqua che arriverebbe in Darsena – sostengono – non risolverebbe il problema del fabbisogno di acqua nel sud Milano. Sarebbe solo un palliativo, una copertura, un modo per giustificare un’opera sintomatica di Expo, ovvero inutile, promossa con bugie e falsità e -concludono – piena di corruzione”.