– “Questo – sottolinea il presidente della Camera della Moda – è il messaggio di fondo. In tutto questo credo che ci debba essere un impegno di tutte le componenti. Noi tifiamo molto che si facciano le riforme, ma dobbiamo renderci conto che, anche se si facessero, cosa purtroppo non è così certa, in tempi brevi, gli effetti li vedremo tra due o tre anni e noi in questo periodo dobbiamo sopravvivere. Di qui l’impegno dei singoli imprenditori e privati che ce la devono mettere tutta e ancora di più perché se si intravede la luce in fondo al tunnel, vale la pena di impegnarsi ulteriormente”.
Boselli, che plaude all’operato del numero uno dell’Eurotower (per fortuna abbiamo Mario Draghi), insiste sul tema della parità di cambio: “cito tre cifre. Siamo entrati nell’euro a 1,1820. La parità è scesa fino a 0,88. Il ‘mio’ cambio è 1 a 1. Dopodiché va bene scendere da 1,39 a 1,29. Ma sarà ancora meglio arrivare a 1,20”.
Tuttavia “il mio sogno finale è 1 a 1. E mi si deve spiegare perché ciò non avviene. Noi come Europa siamo penalizzati da un euro che ha un valore improprio”.