Roma, 17 set. (Adnkronos) – A luglio l’agroalimentare made in Italy mette a segno un altro bel colpo con un quasi +6% nell’export su base annua, confermandosi così un vero e proprio motore per l’economia italiana. La Copagri, la confederazione produttori agricoli, commenta cosi’ i dati diffusi oggi dall’Istat sul commercio estero. “E’ l’ennesimo dato positivo fatto registrare dal settore sul fronte del mercato europeo ed internazionale e occorre – sottolinea la Copagri -che le istituzioni di governo lo tengano nella debita considerazione con un impegno programmatico per lo sviluppo dell’internazionalizzazione delle nostre aziende agroalimentari”.
“Tuttavia – rimarca Copagri – occorre che a tale impegno sia affiancato uno sforzo sostanziale per sostenere la ripresa della domanda interna, rispetto alla quale il consolidamento e l’acquisizione di quote di mercato oltre confine rappresentano una compensazione solo parziale. I consumi interni sono in costante calo ed il sempre più debole potere d’acquisto della famiglie italiane non lascia immaginare niente di buono. Il 65% dei nuclei familiari ha già sensibilmente ridotto la spesa alimentare non solo sulla qualità ma anche in quantità. Percentuale che sale al 77 nel Mezzogiorno. Agli intenti devono dunque seguire i fatti e la pressione fiscale deve calare concretamente tanto per le imprese, che ridando dinamicità alla produttività possono creare ricchezza e occupazione, quanto per i lavoratori, affinché possano tornare a ”spendere” a partire dai beni essenziali”.
“La riduzione delle tasse – afferma Copagri – deve essere spinta oltre il bonus degli 80 euro e, continuando a sostenere le fasce più deboli, coinvolgere chi, alleggerito di oneri tributari, ha reali possibilità di spesa. La copertura va cercata in primis in Italia dove vi sono ancora molti margini di spesa pubblica improduttiva, ma non va comunque abbandonata la via della maggiore flessibilità in Europa, com’è è auspicabile che il nuovo corso che segue le elezioni e la nuova Commissione ponga in essere”.