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Mediobanca: Ermolli, non resterò in cda, sono vecchio

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Milano, 17 set. (Adnkronos) – Bruno Ermolli lascerà il consiglio di amministrazione di Mediobanca per raggiunti limiti di età. A confermarlo è lo stesso cavaliere del lavoro, presidente di Promos, consulente e consigliere di molte società, quotate e non, prima di partecipare alla riunione del cda di Mediobanca che approverà i conti dell’esercizio 2013-14. L’anno dovrebbe chiudersi con un utile (il consensus prevede 486 mln di euro per l’ultima riga del conto economico), a fronte della perdita di 180 mln dell’anno scorso, dovuta principalmente alle svalutazioni.
E’ quindi ipotizzabile che la banca torni a distribuire un dividendo ai soci. “No, sono vecchio”, ha risposto sorridendo Ermolli alla domanda se entrerà nel nuovo cda che verrà nominato dall’assemblea del 28 ottobre. Lo statuto di Mediobanca prevede da qualche anno un tetto massimo di 75 anni per i consiglieri del board: Ermolli è nato nel 1939, a Varese. La partita del rinnovo del consiglio sarà materia dell’assemblea del patto di sindacato, che dovrebbe tenersi lunedì 29 settembre.
La conferma dei vertici, il presidente Renato Pagliaro e l’amministratore delegato Alberto Nagel, non sembra essere in dubbio, dopo che Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, primo socio di piazzetta Cuccia, ha affermato, a scanso di equivoci, che Nagel “non è in discussione”. Sul fronte dei soci, secondo indiscrezioni di stampa il finanziere bretone Vincent Bolloré avrebbe arrotondato la propria quota all’8%, come previsto dagli accordi, dal 7,5%, anche se per ora non risulta che siano arrivate comunicazioni in merito.