Home Nazionale Sanità: 200 mila operatori sanitari, 1 mld visite in 20 anni

Sanità: 200 mila operatori sanitari, 1 mld visite in 20 anni

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Roma, 16 set. (AdnKronos Salute) – Sono passati vent’anni da quando è stato costituito il profilo di ognuna delle professioni sanitarie. Vent’anni anni in cui circa un miliardo di italiani, sotto forma di visita o di prestazione, hanno usufruito di questo servizio. Forte di circa 200 mila professionisti sanitari, con 11 prestazioni giornaliere in media, per circa 280 giorni utili produttivi al netto di ferie e festivi. Ben oltre 61 milioni all’anno. Fisioterapista, logopedista, dietista, podologo, audiometrista e le altre professioni (in tutto 22) ‘celebrano’ oggi un ventennale, a Montecitorio.
“In questi 20 anni – sottolinea Antonio Bortone, presidente del Conaps, il coordinamento che rappresenta le associazioni delle professioni sanitarie regolamentate anche se non costituite ancora in Ordini – è stato costruito il presente per 200 mila professionisti. E’ stata una stagione di grande crescita nella definizione dei percorsi formativi, delle competenze e delle regole di condotta professionale. Vent’anni perché solo due giorni fa, il 14 settembre 1994, furono firmati i Profili professionali grazie ad un lungimirante e competente impegno di due ministri del tempo, Maria Pia Garavaglia e Raffaele Costa. La loro intuizione e dedizione politica ha rappresentato una stagione di forte evoluzione e sviluppo professionale, che si è concretizzata negli anni successivi con altre leggi di riforma tutte miranti a tutelare il cittadino, garantendo una qualità professionale nonché stimolando le professioni ad un processo di consapevole responsabilità e piena autonomia professionale. E’ stata una grande stagione della politica”.
Il Conaps celebra questa giornata con un bilancio “molto soddisfacente” sul piano della progettualità: al centro dell’interesse è il costante miglioramento della qualità professionale filo conduttore delle diverse professioni. Qualità che parte dalla formazione universitaria dove l’esigenza per alcune professioni “è quella oramai di adeguarla a standard europei più evoluti. Qui però è ora di intervenire”, sostiene il Conaps.
“Perché oggi il Paese – aggiunge Bortone – è scivolato in ultima posizione anche in questo settore. Fanalino di coda dopo che l’Italia è stata tra i primi a sottoscrivere il Processo di Bologna nel 1999 con la riforma della formazione su tre cicli, Bachelor (3 anni), Master degree, Dottorato di ricerca (3-4 anni). In Italia, però, il Processo di Bologna si è fermato inspiegabilmente per tutte le professioni sanitarie al primo ciclo Bachelor Laurea triennale (180 Cfu), sottraendo a questo Paese opportunità di crescita, di sviluppo e di innovazione in campo sanitario per mancata formazione avanzata e negando agli operatori delle diverse aree la possibilità di partecipare al dibattito scientifico internazionale”. Uno stop che il Conaps chiede di interrompere, rivolgendosi oggi al mondo politico.