(Adnkronos) – “Nel nostro paese spesso si proiettano tutte le paure sul confine – afferma Beto O’Rouke, deputato democratico eletto a El Paso, sul confine tra Texas e Messico – prima era l’Iran e al Qaeda, ora è l’Is. Corrono alla conclusione che l’invasione sia imminente, ma questa non avviene mai”. Negli anni scorsi la minaccia era stata ventilata da Rick Perry e Mitt Romney che, durante la campagna presidenziale del 2012, avevano detto che Hamas e Hezbollah erano, insieme all’Iran, attive in Messico con l’obiettivo di colpire da lì gli Stati Uniti.
Il nuovo allarme è stato lanciato anche al Congresso, durante un’audizione la scorsa settimana in cui i repubbicani hanno contestato le rassicurazioni fornite dai funzionari della Sicurezza Interna. “Svegliati America ! – ha tuonato Jeff Duncan, repubblicano della Carlina del Sud prima di abbandonare in segno di protesta l’aula – con questo confine così esposto, non abbiamo idea di chi sia entrato nel nostro paese”.
In effetti, le autorità e gli esperti di anti-terrorismo statunitensi temono che i militanti dell’Is possano entrare nel Paese dalla porta principale, cioè insieme ai milioni di viaggiatori che arrivano con i voli di linea. Per questo si stanno concentrando ad individuare i 2mila europei e 100 americani che, agli investigatori internazionali, risultano essersi recati in Siria per unirsi alla jihad. Operazione quanto mai difficile, dal momento che sul loro passaporto ovviamente non risultano visti sospetti.