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Iraq: Damasco, anche noi nella coalizione anti-Is

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Beirut, 12 set. (Aki) – La Siria, in quanto “vittima” del terrorismo, deve entrare a far parte della coalizione che gli Stati Uniti stanno formando per combattere i jihadisti del cosiddetto Stato Islamico (Is). Lo ha affermato una consigliera del presidente siriano, Bashar al-Assad, citata dall’agenzia ufficiale Sana.
“Il terrorismo non è iniziato oggi in Siria, è iniziato quattro anni fa”, ha affermato Buthaina Shaaban, riferendosi alle prime rivolte contro il regime nella città meridionale di Daraa. Rivolte che nella retorica di Damasco sono state provocate da “bande di terroristi”. “Per questo motivo – ha aggiunto Shaaban – è cruciale che la vittima (la Siria, ndr), che è stata danneggiata da questa piaga, sia un elemento chiave della lotta contro il terrorismo”.
Tutti i paesi che hanno adottato una risoluzione del Consiglio di Sicurezza contro l’Is “devono partecipare alla lotta contro il terrorismo”, ha aggiunto la consigliera, che ha quindi criticato l’intervento con il quale il presidente Usa, Barack Obama, ha annunciato raid contro l’Is in Siria e Iraq, sostenendo che ha “molte lacune”.
Ieri 10 paesi arabi, presenti a una conferenza internazionale organizzata a Gedda, hanno annunciato che parteciperanno alla coalizione internazionale, a guida Usa, formata per combattere i jihadisti. Si tratta dei sei Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Qatar, Emirati, Oman, Bahrain, Arabia Saudita, Kuwait), Giordania, Egitto, Libano e Iraq.
Gli Usa hanno escluso ogni forma di collaborazione con Damasco per quanto riguarda i raid nel nord della Siria. Ieri, tuttavia, il ministro siriano della Riconciliazione, Ali Haidar, ha spiegato che gli eventuali raid americani contro l’Is in Siria, se non saranno coordinati con Damasco, verranno considerati alla stregua di un'”aggressione”.