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La lingua dei segni oltre il muro della sordità

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La lingua dei segni oltre il muro della sordità

AREZZO – Organizzato da Provincia e Comune di Arezzo il corso di formazione Lis, ovvero Lingua Italiana dei Segni, per favorire l’integrazione sociale della persona sorda mettendo a disposizione operatori in grado di comunicare correttamente con loro attraverso il linguaggio dei segni.
“Abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa con la sezione aretina dell’Associazione Sordi – ricorda l’assessore alle politiche sociali del Comune Francesca Tavanti – con l’obiettivo di promuovere e valorizzare i diritti umani dei diversamente abili con qualsiasi azione e, come in questo caso, con la formazione di operatori in grado di comprendere il linguaggio dei segni e quindi di accogliere e dare risposte adeguate senza la presenza di interpreti. Il corso servirà a conoscere la lingua ma anche la cultura, la vita e le esperienze dei sordi che avranno così una maggiore autonomia e una reale integrazione”.
Il progetto formativo è denominato “Comunicare con le persone sorde” è frutto della collaborazione fra Provincia, Comune e Sezione Provinciale dell’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi (ENS). Il corso è rivolto ai dipendenti di Comune e Provincia e ad operatori sociali del territorio: inizia giovedì 8 ottobre, avrà la durata di 100 ore e consentirà l’attivazione del servizio a giugno 2010.
“Non poter comunicare crea un grande disagio – commenta la vice Presidente della Provincia Mirella Ricci. Questa iniziativa serve per aiutarci reciprocamente a capire e per abbattere le barriere culturali che troppo spesso troviamo nella società. Il buon esempio deve passare dagli enti pubblici e dalle associazioni che operano in questo settore. Il linguaggio dei segni è universale e la Provincia lavora da anni con l’associazione Sordi per valorizzarlo: abbiamo fatto iniziative nelle scuole, collaborato per una pubblicazione e al centro per l’impiego i sordi trovano risposte immediate grazie alla presenza di persone che conoscono il Lis”.
Sono 25 gli operatori che parteciperanno ai corsi anche se, ricordano Tavanti e Ricci “ le richieste erano davvero tante. Le abbiamo dovute selezionare per la buona riuscita del corso stesso che con un numero superiore di presenze sarebbe stato poco utile”.
I soci del territorio aretino che aderiscono all’Ens sono 200 ma, come sostiene il presidente della sezione provinciale Patrizio Sisti, “ce ne sono molti di più, intorno a 500. Sono tantissimi i muri che ci troviamo davanti, in primo luogo quello comunicativo: andiamo ovunque ma abbiamo sempre bisogno dell’interprete. Sentiamo il bisogno di un’accessibilità più fluida, di poter parlare direttamente dei nostri problemi e trovare persone in grado di comprenderci è un ulteriore passo in avanti per uscire dall’isolamento sociale e culturale che la sordità può provocare. Siamo quindi molto contenti di questa iniziativa e ringraziamo il Comune e la Provincia”.
Concetto confermato anche dal coordinatore del corso Roberto Petrone della sezione aretina Ens: “il nostro obiettivo è tutelare le persone sorde e quindi presentare progetti che facilitino la nostra integrazione sociale. Questo corso è un ulteriore passo in questa direzione”.