Home Attualità Economia SCF replica all’articolo di questa mattina di Confartianato

SCF replica all’articolo di questa mattina di Confartianato

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MILANO – Con riferimento alla diffusione in pubblico di musica registrata SCF desidera precisare alcuni aspetti relativi alle norme che ne regolano l’utilizzo al fine di offrire agli utilizzatori una corretta ed esaustiva informazione. Si tratta di un tema talora oggetto di polemiche e confusioni generate molto spesso da interpretazioni strumentali nonostante la normativa di riferimento sia estremamente chiara.

Gianluigi Chiodaroli, Presidente di SCF commenta: «Così come avviene già da tempo negli altri Paesi europei il pagamento dei diritti discografici è dovuto per legge da tutte le tipologie di imprese e organizzazioni no-profit “… in occasione di qualsiasi pubblica utilizzazione” (art.73 LDA 633/41) di musica registrata. Le Direttive dell’Unione Europea e la legge italiana sul diritto d’autore sono chiare a tal proposito: riconoscono e tutelano, anche penalmente, sia i diritti degli autori e degli editori (gestiti da Siae), sia i diritti dei produttori e degli artisti interpreti.

In Italia gran parte delle case discografiche ha affidato la gestione di tali diritti al nostro consorzio, composto oggi da circa 300 imprese rappresentative di oltre il 95% del valore del repertorio discografico nazionale e internazionale pubblicato in Italia.

Il ruolo istituzionale di SCF quale soggetto preposto alla raccolta dei diritti discografici è stato ampiamente riconosciuto dalla stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM decisione 7422/99) nonché da numerose sentenze in sede civile e penale. Il Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d’Autore, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, interpellato nel novembre 2008, ha riconfermato la legittimità delle richieste di SCF ribadendo che le leggi in vigore in Italia sono di immediata applicazione, senza necessità di alcun ulteriore integrazione normativa. Il Comitato ha inoltre precisato che il riconoscimento dei diritti a SCF è altresì dovuto nel caso in cui per l’emissione della musica registrata vengano utilizzati apparecchi radiofonici e/o televisivi.

È infine fondamentale ricordare che il pagamento dei diritti discografici è dovuto per legge dal singolo utilizzatore, indipendentemente da accordi con le rispettive associazioni di categoria, molte delle quali hanno, peraltro, già stipulato con noi convenzioni vantaggiose a favore dei propri associati. Per citarne alcune: Confcommercio, FIPE, Federalberghi, Federdistribuzione, Federmoda, Confcooperative, la CEI (Conferenza Episcopale Italiana). Ci domandiamo a questo punto quando Confartigianato deciderà di svolgere quel ruolo istituzionale che le compete per rappresentatività, agevolando i propri associati nell’adempimento di quello che è a tutti gli effetti un obbligo di legge. Da parte nostra, siamo e saremo sempre disponibili ad avviare un confronto al quale Confartigianato ha fin qui ritenuto di sottrarsi.

Per qualsiasi informazione le imprese interessate possono contattare il nostro n. verde 800.429060. Ulteriore materiale informativo di approfondimento è disponibile sul nostro sito www.scfitalia.it».

Articlolo scritto da: SCF Consorzio Fonografici