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Nuovo stop alla biblioteca digitale on-line di Google

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Nuovo stop alla biblioteca digitale on-line di Google

WASHINGTON – Non c'è pace neppure in patria per il progetto di biblioteca digitale on-line di Google. Dopo l'opposizione dei governi europei e della Commissione Ue – che puntano tutto, malgrado stenti a decollare, sull'analogo progetto 'Europeana' per contrastare il predominio tecnologico e 'culturale' degli States in queste iniziative – lo stop a Google Books arriva dall'anti-trust di Washington.

Il Dipartimento di giustizia americano ha infatti invitato una Corte distrettuale di New York, presso la quale, tempo fa, è stata presentata dalle associazioni degli autori e degli editori Usa una 'class action' contro Google, a respingere un accordo sui diritti di riproduzione e distribuzione delle opere letterarie in digitale, intervenuto tra le parti nel frattempo. In una dichiarazione diffusa dall'ufficio anti-trust del dipartimento, si afferma infatti che l'accordo rischia di violare le leggi del copyright e dell'anti-trust dando a Google un ingiusto vantaggio nel crescente mercato del e-book. (http://www.usdoj.gov/opa/pr/2009/September/09-at-1001.html).

Il dipartimento di Giustizia accoglie, quindi, le critiche dei concorrenti di Google, come Amazon.com – ma anche di Microsoft e Yahoo – che considerano l'accordo essenzialmente la concessione a al gigante del web di un monopolio su questo mercato. L'accordo da 125 milioni di dollari, con cui l'anno scorso si era chiusa una class-action della 'Authors Guild' e della 'Association of American Publishers', prevede, tra l'altro, che autori ed editori lavorino insieme con 'Google Booksearch' ad un progetto teso a garantire accesso digitale a libri rari ed ormai fuori stampa e fornire accesso gratuito a copie elettroniche di libri da computer delle biblioteche pubbliche o delle università. Un modo, affermano i promotori del progetto, per garantire un maggiore accesso alla conoscenza alle persone più svantaggiate, dal punto di vista fisico o economico: una sorta di democrazia della cultura digitale on line, insomma.

Il governo Usa ritiene però che il tribunale newyorchese, che sta valutando l'accordo per chiudere il procedimento ggiudiziario, non dovrebbe accettarlo: pur approvando il principio di rendere i libri accessibili in modo digitale, l'ufficio antitrust presso il Dipartimento federale di giustizia, sostiene infatti che le parti dovrebbero trovare un accordo alternativo e che eventuali decisioni sull'evoluzione, formale e sostanziale, della natura giuridica del diritto d'autore spettino al Congresso e quindi ai legislatori.

In particolare, secondo quanto si legge nel comunicato emesso dai funzionari di Washington, le parti da modificare riguardano ''la previsione di limitazioni per eventuali futuri accordi per la cessione di dirtti, attualmente troppo vaghi, la prevenzione di potenziali futuri conflitti d'interesse tra gli iscritti alle associazioni che hanno mosso la class actione, rispondere concretamente alle preoccupazione degli autori e degli autori stranieri, l'eliminazione del meccanismo di accordo sui prezzi tra autori ed editori'', ma soprattutto, conclude la nota, '' garantire un meccanismo attraverso il quale i 'competitors' di Google possano avere parità di accesso'' al mercato. Quasi tutto da rifare, quindi, secondo il Governo Usa ed un'ulteriore pesante battuta d'arresto al ad uno dei progetti centrali di Google.

Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign