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Teheran, violenti scontri tra polizia e dimostranti

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TEHERAN – Ancora scontri a Teheran fra i sostenitori del leader moderato Mir Hossein Mussavi e le forze di sicurezza iraniane, durante le celebrazioni per la giornata di al Quds, (Gerusalemme), in segno di solidarietà alla causa palestinese. Secondo quanto riferiscono testimoni oculari citati dai blogger del social network 'Twitter', "gli uomini di Ahmadinejad hanno picchiato i dimostranti che sostengono il leader riformista Mir-Hossein Mousavi lungo Vali asr", la strada principale che taglia da nord a sud Teheran.

Nella capitale sarebbero già una decina i manifestanti arrestati dalle forze di sicurezza per la loro attività anti-governativa. Due i feriti. Proprio ieri le Guardie della rivoluzione avevano annunciato che oggi "sarebbe stata schiacciata" ogni forma di protesta. Secondo voci trapelate su Twitter, forti scontri tra basij, le truppe paramilitari filo-governative, e dimostranti sarebbero in corso anche Shiraz, dove sarebbero stati compiuti decine di arresti, e a Mashad.

Secondo quanto si legge su Twitter e sul sito internet riformista Parlemaan anche l'ex presidente riformista Mohammad Khatami è stato aggredito e costretto a lasciare la manifestazione. Testimoni dell'evento riferiscono che Khatami è stato circondato da alcuni uomini. probabilmente vicini al figlio del direttore del quotidiano ultraconservatore 'Kayhan' Hossein Shariatmadari, che gli hanno fatto cadere a terra il turbante e lacerato i vestiti. Difeso da alcuni manifestanti Khatami è rimasto illeso.

Alcuni aggressori avrebbero inoltre circondato l'automobile sulla quale si trovava il leader rifomista Mir-Hossein Moussavi, sconfitto alle elezioni delle discusse elezioni del 12 giugno, colpendola con calci e pugni al grido di "morte a Moussavi l'ipocrita" e costringendolo ad allontanarsi dalla manifestazione.

Dal canto suo il contestato presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha aperto il suo discorso in occasione della giornata di Gerusalemme con l'ennesimo attacco contro Israele considerato "responsabile delle guerre in Iraq e Afghanistan, istigate dai sionisti". "Dopo la secondo guerra mondiale, i sionisti hanno approfittato del fatto che i musulmani hanno trascurato il problema ed hanno occupato la terra palestinese – ha affermato – i britannici hanno poi spinto gli ebrei ad occupare quella terra insieme ad altri paesi europei".

Ahmadinjad è poi tornato a mettere in dubbio l'Olocausto definito "solo un pretesto per occupare la terra palestinese e fondare lo stato di Israele". "I sionisti – ha incalzato – hanno prodotto film e libri per dire che la Palestina era la terra promessa e hanno portato avanti una guerra psicologica per poi dire, dopo la Seconda Guerra Mondiale, che erano state vittime del cosiddetto Olocausto. Essendo quindi stati vittime di una ingiustizia sostenevano di avere il diritto ad una terra".

Quanto al programma nucleare del suo paese, ha assicurato che Teheran "non ha bisogno" di armi nucleari, aggiungendo tuttavia che il programma nucleare del suo paese e' a scopi pacifici e non verra' "mai" fermato. La produzione di armi nucleari "non fa parte dei nostri programmi" perché "non ne abbiamo bisogno", ha affermato Ahmadinejad in un'intervistata alla rete televisiva americana Nbc. "Noi abbiamo sempre creduto nei negoziati, questa e' la nostra logica. Niente e' cambiato", ma "se parliamo dell'arricchimento dell'uranio a scopi pacifici, questo non verra' mai interrotto in Iran", ha proseguito. Il presidente iraniano ha anche sottolineato che il suo paese non intraprendera' nessun passo che possa indebolire le sue difese contro "i sionisti", ovvero Israele, e le armi "stoccate in Gran Bretagna, Stati Uniti e in una manciata di altri paesi".

L'intervista di Ahmadinejad giunge una settimana prima del suo discorso all'Assemblea Generale dell'Onu a New York e due settimane prima dell'incontro sul nucleare iraniano fra Teheran e i paesi del gruppo del 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania). Il presidente iraniano ha anche ribadito la legalita' della sua rielezione- contestata ancora oggi nelle vie di Teheran- affermando che "la legge ha prevalso". Poi ha accusato Washington e Londra di aver "danneggiato" l'Iran incitando i manifestanti.

Articlolo scritto da: Adnkronos/Aki