Roma, 7 ago. (Labitalia) – “Rafforzare il senso di identità degli psicologi italiani affinchè non smarriscano la loro storia e il loro percorso professionale in momentanee sottooccupazioni: nonostante gli sforzi per costruire il proprio percorso professionale, troppi, infatti, sono messi così a dura prova da essere costretti a volte a offrire prestazioni sottodimensionate o sottopagate rispetto alla loro potenzialità e competenza professionale”. Questo uno dei punti cardine delle linee di programma del nuovo Consiglio nazionale degli psicologi per il prossimo quadriennio, illustrate dal presidente, Fulvio Giardina.
“Serve – spiega Giardina – una forte azione di valorizzazione della professione concertando innanzitutto con le università la programmazione degli accessi ai corsi di laurea in psicologia, favorendo un ritorno in tempi brevi al corso di laurea quinquennale superando, quindi, quella triennale ed escludendo ogni percorso formativo proposto per via informatica, on-line”.
L’identità professionale non è sufficiente – per Giardina – a contrastare il difficile momento che gli psicologi stanno vivendo nel nostro Paese. Sono, infatti, necessarie forti azioni di tutela in favore della professione, soprattutto al fine di garantire e tutelare la salute dei cittadini, con particolare riferimento alle cosiddette ‘nuove professioni’, tra cui quella di counsellor che fanno riferimento alla legge 4/13. In questo quadro, si colloca la ridefinizione degli atti tipici e una revisione del Codice deontologico per renderlo più aderente alle nuove modalità di attuazione della professione”.
“Vanno ricercati e sviluppati – dice ancora Giardina – nuovi ambiti applicativi della professione, quale l’intervento nel territorio, per dare risposta alle necessità individuali e sociali che oggi non trovano sostegno nella rete dei servizi assistenziali e sanitari; l’affiancamento al medico di base per migliorare la qualità dell’intervento messo in atto, mirato anche a una riduzione della spesa farmaceutica, così come interventi normativi che ridefiniscano nuovi livelli e modalità di intervento degli psicologi nella scuola a supporto di alunni, famiglie e insegnanti”.
“Tra gli ambiti emergenti della professione che vanno adeguatamente promossi, da segnalare quelli legati all’uso delle nuove tecnologie, alla sicurezza stradale, alle assicurazioni”, spiega Giardina, che sottolinea poi l’importanza della figura dello psicologo nel mondo del lavoro, nel quale la normativa prevenzionistica, a partire dal decreto legislativo 81/2008, deve essere rivista prevedendo in maniera chiara e definita ambiti di competenza dello psicologo. Relativamente all’ambito sanitario, per Giardina, esso “appare già ben codificato, anche se purtroppo si coglie il costante depauperamento della figura dello psicologo sia nelle strutture pubbliche, che in quelle private, ed è dunque necessario avviare una forte interlocuzione istituzionale al fine di realizzare la presenza di psicologi all’interno degli ospedali, attualmente poco diffusa in Italia rispetto agli altri paesi europei”.
Il documento con le linee di programma del Consiglio nazionale ricorda, infine, che “gli psicologi italiani non possono ignorare il dramma che migliaia di cittadini del mondo stanno vivendo nel momento in cui emigrano a rischio della loro vita per ricostruire un loro dignitoso progetto di vita: per questo motivo, particolare attenzione sarà rivolta a incentivare e sostenere iniziative di interventi psicologici a tutela dei minori stranieri non accompagnati all’interno delle strutture in cui sono ospitati”.