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Marcelli: “Terra ai giovani coltivatori? Positiva risposta alla disoccupazione”

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Marcelli: “Terra ai giovani coltivatori? Positiva risposta alla disoccupazione”

Una prima tranche di cinquemila ettari di terre demaniali saranno destinate ai giovani agricoltori che si impegnano a condurle per vent’anni.  Un intervento del Governo, fortemente spinto da Coldiretti, anche sulla base dell’incremento del 12 per cento delle iscrizioni agli istituti agrari.

“In un momento in cui gli ultimi dati sulla disoccupazione giovanile sono ancora una volta drammatici, finalmente il Paese capisce che è necessario dare terre ai giovani, dando loro l’opportunità professionale rappresentata dal lavoro agricolo. I giovani sono consapevoli che lo stesso rappresenta un preciso stile di vita, che risponde a valori di crescita dell’economia e dello sviluppo personale”. Sono parole del presidente di Coldiretti Arezzo, Tulio Marcelli, che commenta così la notizia dell’iniziativa del Governo a favore dell’insediamento delle giovani generazioni in agricoltura.

Secondo Coldiretti Arezzo la cessione di questi terreni toglierà, infatti, allo Stato il compito improprio di coltivare la terra, renderà disponibili risorse per lo sviluppo, ma soprattutto avrà il vantaggio di calmierare il prezzo dei terreni, stimolare la crescita, l’occupazione e la redditività delle imprese agricole che rappresentano una leva competitiva determinante per la crescita

“È fuori di dubbio – insiste  Marcelli  – che nessuno meglio degli imprenditori agricoli può valorizzare la terra e generare nuova occupazione. Dal ritorno delle terre pubbliche agli agricoltori che le coltivano possono nascere nuove imprese od essere ampliate quelle esistenti, come testimonia il fatto che la disponibilità di terra è il principale vincolo alla nascita di nuove imprese agricole”.

“L’accesso alla terra è uno dei principali ostacoli alla voglia di noi giovani di ritornare in campagna – spiega a sua volta Alberto Dal Cero, delegato Giovani di Coldiretti Arezzo – e questo decreto contribuisce a rimuoverlo, in una situazione in cui è in atto una vera svolta green, come testimonia l’aumento record del 12 per cento delle iscrizioni agli istituti agrari per il prossimo anno. Attendiamo per settembre la messa a disposizione dei terreni, per aiutare gli altri  giovani a crescere, a vantaggio dell’economia dei territori”.