Home Nazionale Cina: a.testoni, da Bologna borse e scarpe che conquistano l’Oriente

Cina: a.testoni, da Bologna borse e scarpe che conquistano l’Oriente

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Bologna, 24 lug. (Labitalia) – Anche in tempo di crisi, l’export del made in Italy di qualità ha tenuto e, nell’ambito del commercio estero, la Cina si afferma sempre di più come un partner di primo livello. Tra le prime aziende italiane a capire l’importanza dell’internazionalizzazione dei propri prodotti (in questo caso scarpe e borse artigianali di altissimo livello) c’è la a.testoni, presente in Cina da 25 anni con negozi nelle principali città, da Shenzen a Changchun, da Shangai a Xi’an. E presente più in generale in tutto l’Oriente, dalla Corea a Singapore.
Fondata a Bologna nel 1929 da Amedeo Testoni, a.testoni è oggi una piccola multinazionale del settore calzature e pelletteria Made in Italy, presente nel mondo con cinque società estere, più di 70 punti vendita monobrand e una forte distribuzione nei migliori multimarca internazionali.
“In Cina si svolge attività di distribuzione con una rete di negozi monomarca a.testoni -dice a Labitalia Bruno Fantechi, ceo a.testoni- mentre in Italia abbiamo la produzione, sviluppiamo il design e le collezioni”. Sempre in Italia, prosegue Fantechi, “ci occupiamo della ricerca di nuovi materiali e costruzioni, dell’ingegnerizzazione del prodotto”. “E sempre in Italia sono il marketing e la comunicazione, il coordinamento commerciale, la distribuzione sia multibrand che con canale diretto retail, la logistica centrale per l’approvvigionamento di tutta la rete retail estera”, aggiunge.
“La nostra filiale di Hong Kong, interamente controllata da noi con personale Testoni -prosegue Fantechi- svolge attività di supervisione e supporto alla rete negozi in Cina Mainland, con training alla forza vendita, avviamento nuovi punti vendita, customer service di primo intervento”.
Insomma, un’italiana ‘cento per cento’, con un fatturato di 45 milioni e che esporta l’85% della sua produzione in Cina, Europa occidentale, Giappone, Sud Corea, Russia ed ex Repubbliche sovietiche, Usa. “La Cina Mainland -conferma Fantechi- oggi rappresenta circa il 20% del nostro business e prevediamo una crescita nei prossimi anni”. E con la crescita del business, l’azienda si è organizzata di conseguenza. “Nel tempo -osserva Fantechi- è cresciuta la necessità di un ruolo più diretto della casa madre italiana nel supporto al retail locale, in particolare per le attività di visual merchandising, comunicazione, formazione del personale dei negozi, customer service e coordinamento del team di architetti. E’ inoltre fondamentale il ruolo della nostra filiale di Hong Kong nell’accelerazione e facilitazione del supporto al business sull’area cinese”.
Insomma, lavorare in Cina è per Fantechi un’esperienza da consigliare a un’azienda. “Sì, lo consiglierei -conferma- ma con un avvicinamento che sia graduale, cercando di accumulare esperienza sul mercato specifico prima di fare i passi successivi”.