Home Attualità Un rapporto d’amore scandito da ‘Dieci inverni’

Un rapporto d’amore scandito da ‘Dieci inverni’

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VENEZIA – "Doveva essere un saggio di diploma, e invece si e' trasformato in un film molto complesso, una coproduzione girata in parte in una citta' difficile come Venezia". Cosi' l'esordiente Valerio Mieli racconta la genesi tra i banchi del Centro Sperimentale di Cinematografia del suo film "Dieci inverni", presentato oggi alla Mostra nella sezione Controcampo italiano, accolto da cinque minuti di applausi e in procinto di essere distribuito dalla Bolero Film.

Si tratta della prima opera realizzata da Italia e Russia, e dovrebbe uscire a gennaio 2010, in un periodo perfetto per una pellicola che segue lo sviluppo di una relazione nell'arco di dieci anni (dal 1999 a oggi) solo attraverso il racconto delle sue varie stagioni invernali, in cui si concentrano gelosie e passioni, abbandoni e ritrovamenti.

Secondo il regista, pero' non si tratta solo di una storia d'amore: ''Volevo rappresentare quell'esperienza che si prova quando c'e' qualcuno nella propria vita con cui si ha un legame forte, ma che per vari motivi non riesce mai a concretizzarsi. Ci tenevo poi a fare un film sul tempo che passa, mi piace mostrare quanto cambino le persone negli anni''.

Affermazione di cui possono dar prova i due giovani protagonisti, Isabella Ragonese e Michele Riondino. ''E' raro trovare una sceneggiatura cosi' ben costruita, piccola ma capace di raccontare lo sviluppo di due persone'', racconta l'attrice portata alla ribalta dall'ultimo film di Virzi': ''E' una specie di teoria dei vasi comunicanti, parla di due persone tra cui c'e' un delicato equilibrio per cui l'una non esiste slegata dall'altra''.

"Dieci inverni", pero', mette in scena anche "la trasformazione di una ragazza di 18 anni in una donna di 28, e io l'ho immaginato un po' al contrario, non come imparare a prendere tutto sul serio ma a lasciarsi andare e prendere la vita con leggerezza". Per Riondino, invece, il film di Mieli ha rappresentato l'opportunita' di confrontarsi con "una storia universale, dove si racconta l'evolversi dell'amore", nonche' con un personaggio molto diverso da se' e per questo "difficile ma interessante".

Oltre ad aver appassionato i suoi attori, la sceneggiatura ha convinto anche i partner russi del film: "Da anni aspettavamo un progetto dove i russi fossero raccontati in modo vero e non stereotipato, e dove ci fosse un confronto vero tra la cultura russa e quella italiana", spiega la produttrice Kovaleva, rivelando che al momento ci sono in porto almeno altre tre commedie in coproduzione con l'Italia, di cui una ambientata a Roma.

Articlolo scritto da: Adnkronos/Cinematografo.it