Roma, 21 lug. (Labitalia) – Crollo della cassa integrazione a giugno. Sono state autorizzate 74,5 milioni di ore in netta flessione sia rispetto a maggio -22,7%, sia rispetto allo stesso mese del 2013 -24,3%. E’ quanto emerge dal sesto rapporto del Servizio politiche del lavoro della Uil sulla cassa integrazione.
A giugno, spiega ancora la Uil, sono stati salvaguardati oltre 438 mila posti di lavoro. In particolare, si registra una diminuzione del 41,4% della cassa integrazione straordinaria (in valori assoluti, nel mese di giugno sono state richieste 36,5 milioni di ore), mentre aumentano del 30,6% le ore di cassa in deroga (sono state autorizzate 15,6 milioni di ore) e dell’1% le ore di ordinaria (22,4 milioni di ore richieste nel mese).
Nei primi 6 mesi del 2014 sono state complessivamente richieste dalle aziende oltre 560 milioni di ore di cassa integrazione, in riduzione del 4,7% sullo stesso periodo del 2013. Rispetto a tali contrazioni, il Centro è l’unica macroarea che registra variazioni in aumento dello 0,6% tra maggio e giugno 2014; del 29,4% giugno 2013 e lo stesso mese del 2014 e del 7,1% tra il I semestre 2013 e quello del 2014. Molise e Basilicata si presentano come le due Regioni che vedono aumentare fortemente le richieste di cassa integrazione.
Le ore complessivamente autorizzate nel I semestre di quest’anno mostrano la continua sofferenza della grande industria: su un totale di 560 milioni di ore di cassa integrazione, la straordinaria ne colleziona ben 308 milioni. Inoltre, osserva la Uil, “non vanno sottovalutati i dati riferiti alla cassa integrazione in deroga in cui le ore richieste nel I semestre di quest’anno ammontano a circa 113 milioni”. “Si tratta, in questo caso, di richieste dovute a crisi aziendali già esplose alla fine del 2013, ma che il ‘fermo’ delle autorizzazioni ha portato allo sblocco, parziale, solo in queste settimane. Risorse peraltro, come noto, insufficienti per coprire tutto il 2014”, spiega.
Tra maggio e giugno 2014, le richieste di ore di cassa integrazione da parte delle aziende registrano un aumento nell’artigianato (+50,2%) e nel commercio (+12,4%). Laddove si registra il calo di ore autorizzate, nell’industria (-32,3%) e nell’edilizia (-10,2%). In riferimento ai settori produttivi, comunque, l’industria è il ramo di attività che assorbe il maggior numero di ore richieste (49,3 milioni), seguita dal commercio (10,3 milioni), dall’edilizia (10,2 milioni) e dall’artigianato (4,5 milioni).