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Applausi e polemiche per ‘Francesca’

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VENEZIA – 'Francesca', il film del regista romeno Bobby Paunescu, uscirà in Italia tra metà ottobre e novembre distribuito dalla Fandango di Domenico Procacci "senza cambiamenti rispetto alla versione proiettata a Venezia". A chiarirlo, dopo le proteste di Alessandra Mussolini per gli insulti rivolti a lei e al sindaco di Verona Flavio Tosi da uno dei protagonisti della pellicola, è stato proprio Procacci, arrivato alla Mostra del Cinema di Venezia per la presentazione del film che inaugura la sezione Orizzonti.

La Mussolini ha fatto sapere all'Adnkronos che si rivolgerà ai legali per valutare la possibilità di querelare gli autori del film nel quale uno dei protagonisti la accusa di razzismo.

"La mia intenzione – afferma il produttore – è di rispettare il lavoro del regista. Quegli insulti sono parole che un personaggio del film pronuncia in un certo contesto. Non sono lo slogan o il centro del film. Se poi un'azione legale dovesse avere successo – aggiunge – valuteremo con il regista il da farsi". Procacci ha spiegato di aver scelto di distribuire il film in Italia perché "si tratta di una gran bella pellicola e perché quello che il film racconta è importante che arrivi in Italia''. ''Il nostro Paese – prosegue il produttore – ha un atteggiamento sempre più rigido e duro sugli immigrati. C'è stata una stagione in cui gli italiani hanno dato la colpa di tutte le nefandezze che succedevano nel nostro Paese agli albanesi, più recentemente lo stesso atteggiamento si è spostato nei confronti dei romeni".

''Quando io ho parlato della violenza di alcuni romeni in Italia – spiega da parte sua Alessandra Mussolini – l'ho fatto citando statistiche e numeri. Vuol dire che ho colpito nel segno. Questo film dimostra che loro sono violenti anche nel linguaggio, sono allibita che possa essere presentato un film con un insulto del genere: figuriamoci che succederebbe se un film di un nostro regista prendesse a parolacce un deputato di un altro Paese''. ''Io ho sempre semplicemente sostenuto che i delinquenti devono rimanere nei loro Paesi e quelli che vogliono lavorare possono venire in Italia. E dopo aver visitato la Romania sono anche convinta – conclude – che non era un Paese pronto ad entrare nell'Unione europea''.

Intanto, però, nella proiezione in anteprima per la stampa ci sono stati applausi a scena aperta per gli insulti nei confronti dei politici italiani. Il film, applaudito anche nel finale, è tutto incentrato "sulla crisi di identità che permea la società degli ex Paesi comunisti – come afferma lo stesso regista – senza alcun valore e punto fermo", e racconta la storia di Francesca (l'attrice Monica Birladeanu), una giovane maestra d'asilo romena che sogna di emigrare in Italia.

A pronunciare gli insulti ("tr..a" e "sindaco di m….") nei confronti della Mussolini e di Tosi è il padre della ragazza, che accusa poi più in generale gli italiani di razzismo, cercando di dissuadere la giovane a trasferirsi in Italia. In realtà il film, che non vedrà mai realizzarsi l'arrivo in Italia della ragazza, è una pesantissima critica alla società romena.

"'Francesca' – sottolinea il regista – è un'opera che tratta delle cose cui siamo fin troppo pronti a rinunciare nell'aspirazione a una vita migliore condotta altrove, mentre tutti si sforzano di trovare il loro posto nel mondo. Si tratta di una storia contemporanea sulla famiglia, sui rapporti, sul bisogno di fidarsi l'uno dell'altro e sulla necessità di affrontare i rischi che si incontrano lungo il cammino, ma anche di uno specchio su questo mondo violento, aggressivo e insicuro", conclude il regista che è un noto produttore romeno al suo debutto nel lungometraggio.

Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign