ROMA – Roma, 2 set. – (Adnkronos) – ''Dopo 35 anni torno a casa, la voglia è notevole''. Claudio Ranieri 'ricomincia' l'avventura giallorossa: se n'è andato giovanissimo, da giocatore, torna oggi da allenatore per sostituire Luciano Spalletti sulla panchina giallorossa. ''Due giorni fa pensavo a tutto, tranne che alla Roma. Io ho giocato qui nel 1969, sono andato via 35 anni fa per farmi le ossa. Che ossa mi sono fatto? Mi sono fatto vecchio…'', dice nella conferenza stampa tenuta a Trigoria. ''Sono romano e romanista, sono un tifoso ma sono soprattutto allenatore'', dice. ''Non sono qui per fare promesse. La Roma 15 mesi fa è arrivata a mezz'ora dallo scudetto. Sono convinto che questi ragazzi dovranno tornare a giocare per le posizioni alte. I tifosi meritano di sognare: il campionato è lungo, io prometto lavoro e dedizione. Io farò del mio meglio per riportare la squadra in alto'', aggiunge.
''Spalletti lascia dopo 4 anni splendidi. Questa squadra ha fatto cose importanti facendo vedere un gioco tra i più belli d'Europa. Io ho il mio carattere. Forse la squadra ha smesso un po' di credere in se stessa: ai ragazzi ho detto che non mi sarei certo aspettato di trovarmi qui tra loro. La Roma ha bisogno di una scossa, deve ritrovarsi subito, sin dalla prossima partita'', aggiunge Ranieri.
''Cercheremo di lottare con tutti, daremo il massimo su tutti i fronti per vivere una buona annata'', dice. ''Non ho ancora avuto l'opportunità di conoscere questa squadra. La rosa è questa, avrà delle pecche come capita in tutte le squadre: noi dobbiamo essere bravi a non farle vedere. Non ho preclusioni tattiche, nel mio curriculum ci sono tutti i moduli'', aggiunge prima di soffermarsi su Francesco Totti.
''Da Totti mi aspetto che faccia Totti: è un giocatore immenso, è un punto di riferimento per squadra e società. Ho sempre dato fiducia al mio capitano. So che ho una grande rosa a disposizione, mi aspetto un grande contributo da parte di tutti. Totti è un attaccante atipico? Totti è un attaccante che segna. Spalletti ha avuto una meravigliosa intuizione, da pittore, quando ha deciso di utilizzarlo come punta centrale'', dice il tecnico.
Tra 10 giorni, l'avventura inizia sul campo del Siena: ''Io non sono un remissivo, sono uno pronto alla guerra. Ci aspetta una partita difficile, romperemo il ghiaccio''. La Roma, nell'ultimo mercato, non ha centrato tutti gli obiettivi stabiliti. ''I Paperoni nel calcio sono sempre meno. Con una sana programmazione si possono fare ottime cose: il Milan ha venduto Kakà, ci sono difficoltà in Italia, in Europa e nel mondo. In Inghilterra ci sono magnati stranieri, russi e arabi, che possono investire'', dice Ranieri. ''Noi italiani dobbiamo essere più scaltri e intelligenti, dobbiamo far quadrare i conti e andare avanti. Stiamo in un momento difficile a livello mondiale, in questi frangenti bisogna stare vicini: quando sono andato via, qui si diceva 'la Roma non si discute si ama''', afferma.
''Dal momento in cui firmo un contratto, io sposo il progetto della società: in questo senso sono un aziendalista. E' sempre stato così nella mia carriera, ma non sono un 'signorsì'. Qui mi sembra di essere entrato in una grande famiglia'', dice. Il tecnico romano ha sostituito Spalletti dopo il match che la Roma ha perso 3-1 in casa contro la Juventus, la squadra che Ranieri ha guidato fino alla terzultima giornata dello scorso campionato.
''L'esperienza alla Juve un po' mi ha segnato. In due anni, sono andato al di là di quello che mi è stato chiesto. Non ho voglia di rivalsa, le mie motivazioni sono 'romane': io sono partito dalla Curva Sud, a 14 anni andavo in trasferta. La mia motivazione di base è questa, poi ci sono le ambizioni di allenatore. Ho cominciato la carriera dall'Interregionale, nessuno mi ha regalato nulla. E ora sono qui: andai via per capire che giocatore ero, ora torno grazie alla famiglia Sensi'', conclude.
Articlolo scritto da: Adnkronos