Home Nazionale Giappone, dopo più di 50 anni i democratici vincono le elezioni

Giappone, dopo più di 50 anni i democratici vincono le elezioni

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TOKIO – L'opposizione ha stravinto le elezioni in Giappone. Stando ai primi exit poll della TV Asahi citati dalla Cnn, il Partito Democratico (DJP) avrebbe conquistato oltre 300 seggi della Dieta, la Camera bassa, contro i circa 100 andati al LDP del premier Taro Aso.

Tutti i media giapponesi concordano nei loro exit poll – pur nella differenza tra le stime fatte dalle fiverse fonti – sulla netta vittoria dell'opposizione che apre ad un'alternanza al potere storica per il paese, dopo oltre 50 anni di dominio quasi ininterrotto per il partito conservatore liberaldemocratico LPD.

Il risultato del voto per il rinnovo della Dieta in Giappone "riflette la rabbia degli elettori nei confronti della coalizione al governo". A dirsene convinto è stato il leader del partito vincitore delle elezioni giapponesi, DJP, Yukio Hatoyama, commentando l'esito delle consultazioni di oggi, che aprono la strada ad uno storico cambiamento al potere nel paese.

Il premier giapponese Taro Aso ha annunciato l'intenzione di lasciare la guida del partito conservatore liberaldemocratico a seguito della sconfitta elettorale subita oggi. "Considero l'esito del voto un giudizio del pubblico che dobbiamo accettare", ha proseguito il premier. "Il LDP inizierà un nuovo corso con il nuovo leader del movimento. Continuerò a lavorare per la rinascita del partito", ha aggiunto annunciando che presto si terrà il voto per designare il suo successore.

I 110 milioni di elettori erano chiamati alle urne per rinnovare con un sistema misto uninominale-proporzionale i 480 seggi della Dieta, la Camera bassa. Secondo l'emittente NHK l'opposizione avrebbe conquistato tra i 298 ed i 329 seggi contro gli 81-131 della maggioranza. Le prime proiezioni di Kyodo News parlano di oltre 300 seggi per il DPJ. I risultati saranno resi noti domani mattina.

Già i sondaggi della vigilia prevedevano una vittoria schiacciante dell'opposizione sul partito conservatore liberaldemocratico (Lpd), al governo con il primo ministro 68enne Taro Aso. Dopo 54 anni di potere quasi ininterrotti, per i conservatori dell'Lpd, che nelle precedenti elezioni del 2005 avevano ottenuto 303 seggi grazie soprattutto alla popolarità dell'allora capo del governo Junihitro Koizumi, è una cocente sconfitta.

Molti giapponesi ritengono insufficienti e prive di obiettivi ben definiti le misure adottate dall'esecutivo per combattere la crisi finanziaria. A incidere sul voto è stata anche la sfiducia degli elettori nei confronti del governo di coalizione, formato da Lpd e Nuovo Komeito. Una sfiducia alimentata dall'avvicendarsi di tre premier negli ultimi 3 anni.

In vista della vittoria, Hatoyama si è impegnato per attuare cambiamenti profondi in Giappone, come il taglio della spesa pubblica e un pacchetto di stimolo per far uscire il paese dalla peggiore recessione economica del dopoguerra. Promesse che, secondo alcuni osservatori, sono senz'altro buone ma difficilmente attuabili. I conservatori dell'Lpd le hanno criticate, sostenendo che sono delle "chimere" e che non ci sarà la "magia" per attuarle.

Anche guardando indietro, la storia del Giappone lascia poco spazio all'ottimismo: dal 1955 gli unici governi non conservatori sono durati meno di un anno, in gran parte a causa della resistenza dei burocrati alle loro politiche. Prima di poter attuare le sue promesse, perciò, Hatoyama dovrà conquistarsi la fiducia dei burocrati dopo aver ottenuto quella degli elettori.

Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign