Home Cronaca Feltri ‘spara’ contro il direttore dell”Avvenire’

Feltri ‘spara’ contro il direttore dell”Avvenire’

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ROMA – 'il Giornale' di Vittorio Feltri attacca in un editoriale il direttore dell''Avvenire' Dino Boffo, la Cei scende in campo a sua difesa. E Berlusconi se ne dissocia. "Il principio del rispetto della vita privata è sacro – sottolinea il premier – e deve valere sempre e comunque per tutti. Ho reagito con determinazione a quello che in questi mesi è stato fatto contro di me usando fantasiosi gossip che riguardavano la mia vita privata presentata in modo artefatto e inveritiero. Per le stesse ragioni di principio non posso assolutamente condividere ciò che pubblica oggi "Il Giornale nei confronti del direttore di 'Avvenire' e me ne dissocio".

Prima della dichiarazione di Berlusconi, si è mossa la Conferenza episcopale italiana a difesa di Boffo già intervenuto sulle pagine on line dell'Avvenire'. Il direttore cattolico entra nel merito della prima pagina del 'Giornale' che titola "il supermoralista condannato per molestie", riferendosi alla vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto negli anni 2001 e il 2002 conclusasi, dopo la decisione del Tribunale di Terni di un rinvio a giudizio – riferisce Feltri – con un patteggiamento e il pagamento dell'ammenda da parte di Boffo. Una "sorpresa totale" per il direttore dei vescovi italiani che sull''Avvenire' on line scrive: "Evidentemente 'il Giornale' di Vittorio Feltri sa anche quello che io non so, e per avallarlo non si fa scrupoli di montare una vicenda inverosimile, capziosa, assurda. Diciamo le cose con il loro nome: è un killeraggio giornalistico allo stato puro".

Subito dopo la Cei, in una nota, conferma "piena fiducia" a Dino Boffo che dirige l''Avvenire' "con indiscussa capacità professionale, equilibrio e prudenza''.

Oltre che da politici bipartisan, solidarietà al direttore cattolico viene espressa innanzitutto dal Cdr di 'Avvenire' (anche da quello di Sat 2000) che in un comunicato definisce "ripugnante" l'attacco a Boffo valutato come "una chiara intimidazione al direttore di Avvenire e a tutta la redazione del quotidiano. A cui Vittorio Feltri e il suo editore non perdonano l'indipendenza di giudizio e il richiamo ai valori cristiani espressi in questi mesi''.

A stretto giro di posta arriva la replica di Feltri. ''Boffo, nella sua replica, non smentisce nulla e finge di non aver letto quello che abbiamo riportato dai documenti Tribunale di Terni, dove lui è stato processato e dal quale è stata poi emessa la pena pecuniaria che lui ha pagato dopo il patteggiamento. Noi abbiamo i documenti che raccontano quella vicenda. Non vedo proprio come si possa parlare di killeraggio: si dimostra, invece, che Boffo si è esercitato come moralista senza averne i titoli e in fondo accusa altri di cose che ha fatto anche lui''.

E insiste: ''La Cei gli rinnova la fiducia? Affari della Cei, ma certo sarebbe meglio che i moralisti avessero le carte in regola per parlare. E lo stesso -aggiunge il direttore del ''Giornale''- vale per i vescovi che, se hanno messo Boffo in quel ruolo, forse hanno commesso una leggerezza. Sarebbe stato meglio che, per il ruolo di moralista, avessero trovato qualcuno che ne abbia titolo. Insomma, il discorso è sempre quello: da che pulpito viene la predica''.

Da una parte e l'altra della politica non mancano le espressioni di solidarietà al direttore dei vescovi italiani. A cominciare dal presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, che rinnova la stima nei confronti di Boffo "oggi sottoposto – dice – ad un attacco pretestuoso, inaccettabile ed incivile". Tutto l'Udc è con lui e apprezza "il suo alto valore professionale", precisa Lorenzo Cesa.

"E' un segno di degrado vedere un giornale che usa la tecnica dell'intimidazione per limitare la libertà di espressione e di opinione di un altro giornale'', sottolinea Dario Franceschini (Pd). "'il Giornale' non scalfirà sicuramente la stima e la considerazione universale di cui gode il direttore di 'Avvenire'", afferma Enrico Letta (Pd). Allo stesso modo pensano diversi esponenti di destra. Secondo Maurizio Lupi (Pdl) oggi si è assitito ad "un attacco brutale ed inspiegabile". "Boffo non merita né umanamente né professionalmente un attacco simile", aggiunge il sottosegretario Eugenia Roccella (Pdl). Mentre il ministro Maurizio Sacconi ricorda che "è necessario promuovere quanto più collegialmente un clima nel quale la dialettica politica, anche più aspra, sappia prescindere dagli aspetti di carattere privato".

Da parte sua, l'Italia dei Valori chiede chiarezza "per sapere se è vero o no quanto riportato da 'Il Giornale' e cioè che esiste un rapporto della polizia che segnala lo stato di omosessualità del Boffo e se questo debba essere oggetto di un rapporto di polizia giacché per i fatti reato commessi dal Boffo è già intervenuta sentenza penale". Antonio Di Pietro presenterà, dunque, un'interrogazione al ministro dell'Interno.