GROSSETO – Gianfranco Fini tornerà dopo Ferragosto a immergersi al Giglio, dove è atteso il riposizionamento della statua del Cristo degli Abissi, la scultura alta un metro e mezzo rimasta sfregiata dai vandali nell'aprile scorso, quando ignoti sub hanno reciso nettamente le braccia dell'opera marmorea. Il presidente della Camera, a quanto apprende l'ADNKRONOS, parteciperà al riposizionamento della statua, per la quale il restauro è ormai terminato e che dovrà tornare alla sua collocazione a 25 metri di profondità intorno al 18 agosto.
Fini, di cui è nota la sua passione per le immersioni, è particolarmente legato al Cristo degli Abissi. La statua, molto amata dai sub di tutta Italia, fu voluta dall'Associazione nazionale sub professionisti e venne benedetta da papa Wojtyla il 2 dicembre 2000 durante il Giubileo dei sub. Dopo la benedizione, rimase per alcuni mesi in custodia dell'Associazione e finalmente, nell'estate 2001, venne trasportata all'isola del Giglio. Ad adagiarla sui fondali delle Scole, un anfratto davanti al porto dell'isola, fu proprio Gianfranco Fini insieme a Gianni Alemanno, all'epoca rispettivamente vicepremier e ministro delle Politiche Agricole, che insieme ad altri sub la collocarono in mare.
Nell'aprile scorso, il clamoroso atto di vandalismo, scoperto da Domenico Battistello, responsabile del centro immersioni International Diving del Giglio. ''Mi sono avvicinato al Cristo e da lontano ho visto qualcosa di anomalo. Le braccia non c'erano più, staccate di netto. Ho cercato tra gli anfratti marini. In un primo momento ho pensato che le braccia fossero state trasportate dalla corrente e ho nuotato in cerchio. Niente, sparite. Ho provato un sentimento di stupore e di vergogna. Qualcuno – spiegò Battistello – ha voluto colpire un simbolo religioso amatissimo da pescatori, sub e turisti che spesso arrivavano qui in preghiera. Per Ferragosto si organizzava anche la processione subacquea''.
Alla notizia dell'atto vandalico, in un'intervista Fini aveva subito manifestato la volontà di seguire passo passo il recupero della statua e il suo ricollocamento. Insomma, anche se quest'anno nel giorno dell'Assunta non ci sarà il tradizionale pellegrinaggio, non è escluso che l'omaggio venga reso al Cristo degli Abissi subito dopo Ferragosto al ritorno della statua. Ecco perché il presidente della Camera tornerà a immergersi nelle acque del Giglio. In vacanza a poca distanza dall'isola, ad Ansedonia con la sua compagna Elisabetta Tulliani, Fini, con muta, bombole e respiratore, parteciperà al ricollocamento del Cristo degli Abissi, recuperato dalle acque a maggio e restaurato a Carrara dopo lo sfregio e la cui sorte è accomunata all'altra opera che da oltre cinquant'anni giace, ad una profondità di 18 metri, sui fondali liguri di San Fruttuoso di Camogli, nella Cala di Capo di Croce.
Anche quel Cristo degli Abissi, statua in bronzo e opera dello scultore genovese Guido Galletti e raffigurante un Cristo benedicente con lo sguardo rivolto al cielo e le braccia aperte in segno di pace, subì uno sfregio nel 2001, quando un'ancora gettata senza il rispetto dei divieti rovinò la mano destra della statua. Nel 2003 il Cristo venne così rimosso dal basamento e portato in superficie per essere restaurato. Dopo che è stata riattaccata la mano, la statua fu nuovamente collocata nei fondali il 17 luglio 2004 con una cerimonia.
A San Fruttuoso, il Cristo degli Abissi viene omaggiato l'ultimo sabato di luglio, quando da tutti i porticcioli intorno a Camogli, da Pegli fino a Sestri Levante, partono battelli verso la località. La cerimonia, che inizia appena fa buio, si compone di una processione dall'abbazia fino in spiaggia composta di fedeli con la torcia accesa in mano. Arrivati in spiaggia, il "testimone" viene passato a un gruppo volontario di sub che, indossata la muta, e presa la torcia in mano, nuotano a pelo d'acqua verso Capo Croce, proprio sopra la statua del Cristo.