Home Attualità Economia Benzina, i prezzi volano ancora. E si infiamma la polemica

Benzina, i prezzi volano ancora. E si infiamma la polemica

0
Benzina, i prezzi volano ancora. E si infiamma la polemica

ROMA – Ancora rincari sul prezzo dei carburanti a ridosso dell'esodo. ''Le compagnie petrolifere, per giustificare i nuovi repentini aumenti dei prezzi dei carburanti (anche se non ci sono giustificazioni, visto anche il costante differenziale tra la media dei prezzi industriali in Europa tra i 3 ed i 5 centesimi), fanno sempre riferimento agli aumenti del costo del petrolio. Nessuno pero' sembra essersi accorto che, in questi ultimi giorni, l'euro si e' apprezzato sul dollaro, passando a 1,40 a 1,43. Questo dovrebbe comportare un abbattimento dei prezzi, piuttosto che un aumento''. E' quanto denunciano in una nota Federconsumatori e Adusbef.

''Alla luce di tale situazione – continuano le associazioni di consumatori – il Governo dovrebbe agire: avviando maggiori verifiche e controlli sul meccanismo intollerabile della doppia velocita' di adeguamento dei prezzi dei carburanti; permettendo, una volta per tutte, una piena liberalizzazione del canale di vendita dei carburanti, anche attraverso la grande distribuzione. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, infatti, sono del tutto insufficienti le circa 400 pompe bianche presenti in Italia, per non parlare di quelle presso la grande distribuzione, che non raggiungono neanche 20 punti di rifornimento''.

''E' necessario che, nel giro di un anno, il numero dei distributori indipendenti raggiunga almeno il 10% dell'intero sistema di distribuzione, arrivando, cioe', ad almeno 2000 pompe bianche. Grazie a queste ultime, infatti, gli automobilisti possono ottenere un risparmio anche di 8-10 centesimi al litro e di 0,3 punti per le ricadute sul tasso di inflazione, pari a 108 Euro annui di costi diretti e 90 Euro annui di costi indiretti'', concludono Federconsumatori e Adusbef.

Per Adoc ''dall'inizio dell'anno la verde e' rincarata del 24%, il gasolio del 12,7%''.''Non si ferma la speculazione sui carburanti, le vacanze rischiano di diventare un incubo – afferma Carlo Pileri, presidente dell'Associazione – dall'inizio dell'anno a oggi il prezzo di un litro di benzina e' aumentato del 24%, passando dall'1,08 euro di gennaio all'1,34 euro di oggi. Complessivamente, un pieno costa adesso 17 euro in piu' rispetto a gennaio''. E ''anche il gasolio ha segnato una crescita spaventosa, del 12,7%, un pieno costa 6,5 euro in piu' -continua Pileri- la speculazione sull'esodo sta ormai diventando una brutta consuetudine, che va assolutamente fermata''.

Per l'esponente della Lega Sergio Divina, presidente della Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi e delle tariffe del Senato, ''è inaccettabile che le aziende di Stato, come l'Eni e nel particolare l'Agip facciano da apripista alla stagione dei rincari. Chiediamo a Tremonti e Scajola di vigilare sulle attivita' di queste aziende''. E si dice ''preoccupato dal fatto che questo ingiustificato aumento dei prezzi sia partito dall' Eni''. L'Agip, secondo Divina, ''in Italia deve applicare i prezzi piu' in linea possibile, all' estero faccia quel che vuole. Lasciamo che i mercati internazionali si regolino ma un aumento da 66 dollari a 73 non giustifica un prezzo alla pompa di 1,35''.

''Sullo scandaloso aumento del prezzo della benzina i ministri non possono comportarsi come le tre scimmiette che non vedono, non sentono, non parlano: devono agire immediatamente a tutela dei cittadini dei quali si proclamano ogni giorno all'umile servizio''. E' quanto afferma in una nota Francesco Boccia (Pd), componente della commissione Bilancio, secondo il quale ''le consuete, ridicole giustificazioni dei produttori di petrolio sull'aumento del prezzo della benzina simultaneamente legato alle quotazioni del greggio sui mercati internazionali sui quali, e' bene ricordarlo, non si vendono barili di petrolio, ma contratti e derivati, non fanno altro che accrescere la rabbia della gente alle prese con un aumento del costo della vita che tra qualche mese fara' esplodere l'inflazione''.

''L'opposizione e' disponibile a lavorare fianco a fianco col governo se ci sara' la volonta' politica di non essere forti con i deboli, ma forti con i forti e se una parte dei costi della ricostruzione in Abruzzo vengano realmente scaricati non sulle spalle della povere gente ma dei ricchi petrolieri seduti su montagne di miliardi di euro. Gentile ministro Tremonti – conclude Boccia – Robin Hood (l'originale) avrebbe fatto cosi'. Lei dov'e' finito?".

Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign