Roma – Luca Bianchini, sospettato di essere il responsabile dei tre stupri avvenuti a Roma tra l'aprile e l'inizio del luglio scorso a Tor Carbone e alla Bufalotta, è stato sottoposto nel carcere di Regina Coeli al prelievo di tracce salivari per stabilirne il Dna e per sapere in via definitiva se corrisponda a quello rilevato addosso alle tre donne che hanno subito le violenze.
A eseguire i prelievi è stata la consulente dei pubblici ministeri Maria Cordova e Antonella Nespola, ovvero Elisabetta Mei che è esperta del Dac della Polizia scientifica. All'operazione erano anche presenti i difensori di Bianchini, Bruno Andreozzi e Giorgio Olmi che hanno nominato come consulente Marina Baldi.
A cominciare da domani i tamponi saranno sottoposti ad esami di laboratorio e il risultato dovrebbe essere comunicato entro il 14 agosto prossimo ai magistrati. La decisione di ripetere l'esame del Dna è stata decisa a maggior garanzia di Bianchini che continua a proclamarsi estraneo ai fatti e a respingere ogni accusa.
L'esame avviene nella forma dell'accertamento tecnico irripetibile, secondo quanto dispone l'art. 160 del codice di procedura penale che riconosce al pubblico ministero la facoltà di disporre questo tipo di indagine che ha, in sostanza, la forma dell'incidente probatorio. Una volta conosciuto l'esito del nuovo esame i risultati saranno comparati con quelli già repertati subito dopo l'arresto del sospettato. Bianchini ha chiesto personalmente di essere sottoposto al Dna convinto che i risultati gli saranno favorevoli.
Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign